giovedì 25 luglio 2013

Nasce a Roma la prima squadra per rugbysti gay: il "Libera rugby club"

Sono gay e non discriminano i giocatori eterosessuali. Perché la filosofia
 del neonato Libera Rugby Club, prima associazione sportiva dilettantistica 
che promuove la diffusione del gioco del rugby tra i gay, è di tipo inclusivo
.Da circa un mese questa squadra di rugby gay-friendly – 23 i giocatori fissi,
 di cui 20 gay e tre eterosessuali, età che varia dai 18 ai 40 anni - ha iniziato 
ad allenarsi nella capitale nell'area dell'ex Cinodromo, disputando anche la 
prima amichevole, lo scorso 4 luglio. I risultati, per chi li ha visti correre su e 
giù per il campo, sarebbero lusinghieri. Come colori sono stati scelti il blu e il 
giallo nella prima maglia, nella seconda blu e rosso perché i ragazzi del Libera
 rugby club sono gemellati con i romani AllReds, altra squadra che condivide i 
valori della lotta all’omofobia e alla discriminazione di genere.

L’idea di questo team rainbow nasce dalla passione e dalla tenacia di un
 gruppo
 di ragazzi che praticano da tempo questo sport, anche oltre i confini nazionali,
 come il presidente Stefano Iezzi. «I tempi erano maturi per lanciare Libera Rugby 
Club – racconta Iezzi – considerando che nel mondo squadre come la nostra possono
 già contare su un folto numero di seguaci e sostenitori. Si pensi che attualmente solo 
negli Stati Uniti sono presenti 23 club, mentre in Europa se ne contano ben 22. Tante
 importanti realtà sportive che contribuiscono con la loro visibilità a combattere l’omofobia 
e gli episodi di discriminazione basati sull’orientamento sessuale». «Sono molto soddisfatto, 
perché ho visto tutti quanti felici dopo il primo allenamento ufficiale della nostra formazione»,

La squadra di rugby gay ha sottolineato Massimiliano Alari, uno dei componenti della squadra, nonché vicepresidente dell'associazione e fra i promotori dell'iniziativa insieme a Iezzi.


La squadra fa parte di “Gaycs”, il dipartimento Glbt di Aics – Associazione italiana cultura sport – che la assiste, anche economicamente, in questa fase iniziale di lancio (ha finanziato l'acquisto delle maglie). Il presidente nazionale dell’Aics, il deputato Bruno Molea, promotore della Commissione interparlamentare sullo sport e del Forum Sport di Cittadinanza, ha sottolineato come «attraverso una politica di maggiore apertura verso i diritti Glbt il mondo dello sport possa offrire un supporto fondamentale al miglioramento della qualità della vita per le generazioni presenti e per quelle future».

«Il nostro obiettivo è quello di inserirci nel circuito dei 53 club per rugbysti gay presenti in tutto il mondo», spiega Adriano Bartolucci Proietti, coordinatore nazionale Gaycs. A settembre saranno giocate altre amichevoli, non solo a Roma, mentre a breve la squadra ha intenzione di aderire alla Federazione Italiana Rugby. Sulla pagina Facebook del Libera rugby club stanno già arrivando molte richieste per disputare incontri in tutta Italia. «Ora stiamo cercando uno sponsor, perché ovviamente dobbiamo sostenere dei costi, non solo per le trasferte», spiega Bartolucci Proietti.

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