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sabato 2 maggio 2015
La Rai censura il bacio gay sul palco del Concerto del Primo Maggio
Durante il concerto del Primo Maggio a Roma, sarebbero dovute salire sul palco due coppie gay, due lesbiche e due etero, insieme agli Stato Sociale, per scambiarsi un bacio a simboleggiare l'uguaglianza dell'amore. Ma al momento di salire sul palco, la Rai ha cambiato idea, niente bacio in TV.A denunciare il dietro front della TV pubblica è Flavio Romani, presidente di Arcigay, che si trova in questo momento proprio nella piazza dell'evento. “Le coppie - riferisce Romani - erano già nel retropalco e avevano già firmato le liberatorie di rito quando l’organizzazione ha comunicato loro che la Rai non intendeva mandare in onda quel contenuto essendo la trasmissione ancora in fascia protetta”
“Una censura insensata, che tratta l’omosessualità come una cosa oscena, impresentabile. Un atteggiamento inaccettabile, che nella tv pubblica, quella pagata anche con le tasse delle persone gay e lesbiche, rende invisibile un pezzo di Paese, proprio sul palco del Primo Maggio dove la parola diritti dovrebbe avere un significato particolare. Chiediamo ai vertici delle sigle sindacali, che organizzano la manifestazione, di prendere le distanze pubblicamente dall’atto discriminatorio della Rai”, conclude Romani.
da gay.it
sabato 19 ottobre 2013
Roma: Gay Center Nasce FACTORY
Nasce FACTORY, lo spazio eventi e cultura del Gay Center.
Ecco gli appuntamenti.
CINEGAY. Tutti i giovedì, a partire dal 24 ottobre dalle 20. Ingresso libero.
Rassegna di film a tematica LGBT ingresso libero. E’ la rassegna di cinema più sperimentale a Roma, con film selezionati tra i maggiori successi internazionali e spesso mai arrivati in Italia.
Se vuoi leggere il programma delle iniziative ---->> http://goo.gl/rMyoMq
E poi tutti i sabato.
Si inizia il 19 ottobre con l’OPENING PARTY
Sabato 26 ottobre. BURLESQUE SHOW
Sabato 2 novembre. ZOMBIE NIGHT
Sabato 9 novembre. DINNER PARTY
Sarà possibile cenare e bere qualcosa con gli amici e conoscerne di nuovi.
L’ingresso è libero per le socie e i soci del Gay Center, Arcigay, ArciLesbica, ANDOS.
Il ricavato degli eventi sarà utilizzato per finanziare le attività sociali e di volontariato del Gay Center.
Per maggiori informazioni visita il sito www.gaycenter.it/
domenica 29 settembre 2013
«Picchiato perché gay»
ROMA - Aspettava il compagno seduto su una panchina vicino a piazzale degli Eroi, davanti alla stazione Cipro della metropolitana. Ercole, 30 anni, non si è accorto che tre uomini avevano deciso di provocarlo, di prenderlo di mira perché gay.. L'aggressione risale al 22 settembre scorso e ieri a poche ore dalla partecipazione del sindaco Ignazio Marino alla serata conclusiva del Gay Village all'Eur.
Racconta «aveva la testa rasata e gli occhi di ghiaccio», racconta Ercole sul web - si è rivolto direttamente alla vittima. «Scusa, hai una sigaretta?», gli ha chiesto. «Non distolgo lo sguardo dal mio taccuino e con noncuranza rispondo: "Mi dispiace non fumo". E quello allora: "Beh che stai a fare a quest'ora qui da solo, seduto su questa panchina?». Una domanda provocatoria anch'essa che prelude al pestaggio spietato. Quando Ercole risponde «Prendo degli appunti e intanto aspetto il mio compagno», scattano prima di insulti e poi le botte: «Allora sei un finocchio, un frocio di merda!».
«Il viso mi si riempie di sangue, mi chiudo a riccio intontito dal dolore, altri tre pugni mi colpiscono al naso alla nuca e ancora sul viso. E sento quell'essere disadattato continuare a ringhiare: "Finocchio, frocio di merda"».
I dintorni della stazione della metropolitana sono pieni di telecamere che potrebbero aver ripreso l'aggressione e la fuga del bullo rasato e dei suoi amici. Una traccia che potrebbe alla loro identificazione.
Una vergogna assistere ancora a pestaggi,offese per gusti o scelte di vita diverse
mercoledì 25 settembre 2013
coppie lgbt nelle chiese di Roma
L'artista spagnolo Gonzalo Orquìn ha portato coppie lgbt nelle chiese della Capitale all'alba, quando erano ancora deserte, e ha chiesto loro un bacio davanti all'altare.
Gli scatti di Orquìn saranno esposti in una mostra a Roma da mercoledì 25 settembre e inaugureranno il nuovo spazio espositivo d'arte contemporanea di Andrea Iezzi in via Monserrato 40.
Sembrano foto presi da un'album di matrimonio peccato che sono baci "rubati".
Ecco alcune foto:



Gli scatti di Orquìn saranno esposti in una mostra a Roma da mercoledì 25 settembre e inaugureranno il nuovo spazio espositivo d'arte contemporanea di Andrea Iezzi in via Monserrato 40.
Sembrano foto presi da un'album di matrimonio peccato che sono baci "rubati".
Ecco alcune foto:
domenica 11 agosto 2013
"Sono gay, tutti mi prendono in giro": si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo
ROMA - "Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia". Due messaggi, uno su un foglio di carta, l'altro su una pen drive. Poi la decisione di farla finita. Ha deciso così di togliersi la vita un quattordicenne, gettandosi dal terrazzo condominiale, la scorsa notte, a Roma.
L'ennesimo dramma nella capitale, che arriva dopo la morte lo scorso novembre di un quindicenne gay trovato appeso a una corda nel bagno di casa dei nonni, e dopo il tentativo di suicidio di un altro adolescente che si è lanciato dalla finestra dell'istituto romano che frequentava, durante la ricreazione.
GLI AMICI: "NON CI SIAMO ACCORTI DI NULLA"
Prima di compiere il tragico gesto due sere fa, il giovane ha lasciato due messaggi in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la decisione di farla finita era legata alla sua omosessualità. Quelle lettere raccontano di derisioni e prese in giro da parte di alcuni coetanei che lo avevano addirittura escluso dalla comitiva. La morte del ragazzino è avvenuta dopo le 2 di venerdì notte in una stradina della borgata romana di San Basilio. A dare l'allarme al 113 un giovane che stava rientrando a casa e ha visto il corpo dell'adolescente a terra nel parco giochi.
LE ASSOCIAZIONI: "OMOFOBIA E' EMERGENZA, SUBITO LEGGE"
Quando il medico legale è arrivato sul posto ha subito escluso qualsiasi ipotesi di delitto. E non appena la polizia è salita in casa del giovane ha trovato i messaggi e ha ricostruito la dinamica della morte: l'adolescente prima si è provocato dei tagli alle braccia e all'inguine. Poi è salito sulla terrazza condominiale e si è lanciato nel vuoto da un'altezza di 20 metri.
I genitori non trovandolo in camera si sono preoccupati e sono scesi in strada. Solo in quel momento hanno capito cosa era successo al figlio e il peso che si portava dentro. Un gesto estremo che forse meditava da tempo per le difficoltà che aveva avuto a confrontarsi con i suoi coetanei e con la famiglia. I poliziotti del commissariato San Basilio non hanno trattenuto le lacrime davanti a quella scena così drammatica. Alcuni passanti e frequentatori notturni del "Max Bar", un locale aperto tutta la notte che sta proprio davanti al parco dove il cadavere è stato ritrovato, sono stati ascoltati dagli inquirenti per accertare l'esatta dinamica dei fatti.
Le indagini, però, non si sono fermate al solo suicidio: al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche alcuni sms inviati dalla vittima ad alcuni amici dove raccontava il suo disagio, e in cui diceva che gli sfottò continui, da parte di bulli del quartiere e della comitiva riguardo alla sua omosessualità, lo sottoponevano a umiliazioni continue.
Se si tratti di cyber bullismo o atti di omofobia lo accerteranno le indagini della procura di Roma che per il momento ha aperto un fascicolo contro ignoti. Non è escluso che si possa arrivare a ipotizzare il reato di istigazione al suicidio. I genitori del quattordicenne, entrambi dipendenti statali, non si danno pace per quanto accaduto al figlio. Un episodio che riporta alla mente il suicidio di un altro adolescente avvenuto nella capitale a novembre del 2012. Secondo la denuncia del portavoce di "Gay Center", Fabrizio Marrazzo, il giovane trovato appeso a una corda nel bagno di casa era stato emarginato dagli amici. Su Facebook era stato creato un profilo con cui lo denigravano perché ''colpevole'' di mettere lo smalto sulle unghie e di vestire di rosa e con colori vivaci.
A Novara invece, all'inizio anno, si era consumata un'altra tragedia legata a bullismo e omofobia. Una ragazzina di quattordici anni si era gettata dalla finestra dopo le continue vessazioni subite da alcuni suoi coetanei sui social network sempre perché gay.
È di qualche mese fa una lettera inviata a Repubblica di un ragazzino che desiderava morire proprio per la sua omosessualità, ma che poi ha scelto di vivere. Il caso esplose con forza, e a lui si interessarono anche esponenti del mondo politico.
venerdì 26 luglio 2013
Divina (Lega) attacca gay: "Devianza, 2 uomini non sono famiglia"
Roma, 25 lug. (TMNews) - "Ho due figli, un maschio
e una femmina, e per fortuna sono eterosessuali. Se
fossero gay mi dispiacerebbe molto, ma dovrei accettarlo.
Un figlio te lo tieni in quel modo, anche se fosse un
delinquente, ti tieni anche un figlio deficiente e cretino.
Ogni famiglia ha le sue disgrazie". Così il senatore
della Lega Nord Sergio Divina a "La Zanzara" su Radio 24.
"L'omosessualità - ha proseguito - è una devianza, non so
come nasce nella psicologia della persona, è un'inclinazione sessuale.
Da rispettare ma non da esaltare, perché la normalità è l'eterosessualità.
Un mondo pieno di gay? Il mondo va avanti se uomini e donne fanno figli
. Chi sta con un altro uomo non è una famiglia perché non può procreare".
Poi Divina ha attaccato la legge sull'omofobia: "Ormai finirà dentro solo
chi parla perché chi stupra sarà subito in libertà. Al Papa puoi dire di tutto
ma non puoi fare una vignetta sull'Islam o dire a una persona che non è
normale, come per i gay. Se dico a un mio vicino "montanaro, torna nei
tuoi boschi" non è grave, se invece dico alla Kyenge che deve tornare
nel suo Paese è reato".
giovedì 25 luglio 2013
Nasce a Roma la prima squadra per rugbysti gay: il "Libera rugby club"
Sono gay e non discriminano i giocatori eterosessuali. Perché la filosofia
del neonato Libera Rugby Club, prima associazione sportiva dilettantistica
che promuove la diffusione del gioco del rugby tra i gay, è di tipo inclusivo
.Da circa un mese questa squadra di rugby gay-friendly – 23 i giocatori fissi,
di cui 20 gay e tre eterosessuali, età che varia dai 18 ai 40 anni - ha iniziato
ad allenarsi nella capitale nell'area dell'ex Cinodromo, disputando anche la
prima amichevole, lo scorso 4 luglio. I risultati, per chi li ha visti correre su e
giù per il campo, sarebbero lusinghieri. Come colori sono stati scelti il blu e il
giallo nella prima maglia, nella seconda blu e rosso perché i ragazzi del Libera
rugby club sono gemellati con i romani AllReds, altra squadra che condivide i
valori della lotta all’omofobia e alla discriminazione di genere.
L’idea di questo team rainbow nasce dalla passione e dalla tenacia di un
gruppo
di ragazzi che praticano da tempo questo sport, anche oltre i confini nazionali,
come il presidente Stefano Iezzi. «I tempi erano maturi per lanciare Libera Rugby
Club – racconta Iezzi – considerando che nel mondo squadre come la nostra possono
già contare su un folto numero di seguaci e sostenitori. Si pensi che attualmente solo
negli Stati Uniti sono presenti 23 club, mentre in Europa se ne contano ben 22. Tante
importanti realtà sportive che contribuiscono con la loro visibilità a combattere l’omofobia
e gli episodi di discriminazione basati sull’orientamento sessuale». «Sono molto soddisfatto,
perché ho visto tutti quanti felici dopo il primo allenamento ufficiale della nostra formazione»,
La squadra fa parte di “Gaycs”, il dipartimento Glbt di Aics – Associazione italiana cultura sport – che la assiste, anche economicamente, in questa fase iniziale di lancio (ha finanziato l'acquisto delle maglie). Il presidente nazionale dell’Aics, il deputato Bruno Molea, promotore della Commissione interparlamentare sullo sport e del Forum Sport di Cittadinanza, ha sottolineato come «attraverso una politica di maggiore apertura verso i diritti Glbt il mondo dello sport possa offrire un supporto fondamentale al miglioramento della qualità della vita per le generazioni presenti e per quelle future».
«Il nostro obiettivo è quello di inserirci nel circuito dei 53 club per rugbysti gay presenti in tutto il mondo», spiega Adriano Bartolucci Proietti, coordinatore nazionale Gaycs. A settembre saranno giocate altre amichevoli, non solo a Roma, mentre a breve la squadra ha intenzione di aderire alla Federazione Italiana Rugby. Sulla pagina Facebook del Libera rugby club stanno già arrivando molte richieste per disputare incontri in tutta Italia. «Ora stiamo cercando uno sponsor, perché ovviamente dobbiamo sostenere dei costi, non solo per le trasferte», spiega Bartolucci Proietti.
lunedì 24 giugno 2013
Matrimoni gay in Italia: noi li organizziamo così
Egizia Mondini, ideatrice del progetto, spiega: "Molti credono che questo matrimonio, in assenza di una legge in Italia, abbia valore solo simbolico. Non è del tutto vero. Certo, da noi non c'è ancora una legge che riconosca i matrimoni gay ma è anche vero che, grazie ad una scrittura privata, regolata dal diritto privato, redatta da un avvocato e depositata da un notaio, l'accordo fra le parti garantisce tutele altrimenti impensabili, dando una regolamentazione privata alla propria relazione di coppia. Naturalmente questo non dà accesso a tutti i diritti che derivano dal matrimonio (eredità e reversibilità, ad esempio) ma aiuta dal punto di vista delle garanzie e del riconoscimento sociale.
In assenza di una specifica legge e per regolamentare questioni principalmente economiche, i conviventi possono dunque stipulare contratti che contribuiscono a risolvere una parte delle problematiche di coppia. Per la conclusione dell'accordo non sono previste formalità particolari ma è consigliabile recarsi da un notaio così da evitare possibili future contestazioni anche da parte dei familiari di ciascun contraente (riguardanti, ad esempio, l'autenticità della firma o la data della scrittura privata). "Nel contratto - continua Mondini - è possibile inserire, ad esempio, un obbligo di mutua assistenza che preveda un impegno reciproco di contribuire, con somme di denaro e/o attività lavorative, alla vita in comune; l'impegno a correre in aiuto ai bisogni dell'altro in caso di cessazione della convivenza; la regolamentazione del diritto di abitazione; l'elenco dei beni mobili e del conto corrente idoneo al soddisfacimento delle esigenze comuni. Non si ottengono tutti i diritti di un matrimonio ma si può fare in modo che, almeno a titolo privato, certe volontà, certi obblighi e certe tutele vengano fatte valere, anche in sede giudiziale".
Ormai ci sono, in Italia, diversi studi legali che seguono queste tematiche, come la rete Lenford, specializzata in diritti di coppie gay o il team legale del Dì Gay Project che si avvale della collaborazione dello studio Coggiati e associati. Il team ha pubblicato sul sito un fac-simile di questo accordo, chiamato Atto d'amore, che funge da canovaccio per le coppie che intendono tutelare la propria famiglia. "Si tratta di uno strumento predisposto in forma volutamente molto semplice - conclude Mondini - proprio per consentire a ciascuno di comprendere il significato di ogni disposizione e adattare il tutto alla propria situazione, senza necessariamente ricorrere all'ausilio di un professionista. è bene, comunque, soprattutto per questioni più complesse o delicate, consultare il proprio legale di fiducia o chiedere assistenza all'associazione stessa".
Da repubblica.it
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domenica 16 giugno 2013
giovedì 6 giugno 2013
LSB < Le ragazze non dormono >
Geraldine : “Flo, perché non facciamo una serie a tematica lesbica?”
Floriana: “Si, buona idea! Ma perché non la facciamo per il web?
Prima web serie sull'omosessualità femminile in Italia. Si chiama LSB "Le ragazze non dormono" come il brano che fa da sigla alla serie. L'autrice è la cantante romana Giulia Anania, 29 anni, che in un video intervista spiega: << Le ragazze non dormono perché vogliono fare l'amore, vogliono uscire, non vogliono dormire e non vogliono smettere di sognare >>.
La storia, 12 puntate di 10 minuti l’una, è stata scritta, diretta, autoprodotta e girata da Geraldine Ottier, 27, e Floriana Buonomo, 32, alla loro prima esperienza con una web series. Il primo episodio è stato presentato alla festa Venus Rising/Giam sabato 27 aprile alla discoteca Planet Roma (ospite l’attivista e leader, tra gli altri, del movimento Lgtb in Italia, Imma Battaglia, 53) e pubblicato sul canale di Youtube
Cinque amiche, alcune lesbiche da tempo, altre in dubbio sulla propria identità, si muovono tra l’università, la vita tra coinquiline, gli amori che cominciano a fare i conti con la società. A fare da sfondo alla trama c’è Roma, la città delle due registe, «l’unica realtà che potevamo raccontare», dice Ottier, una finestra sul mondo dell’omosessualità femminile in Italia, che è ricco di sfumature, anche geografiche, con diversi stili di vita, abitudini, tra gruppi più «patinati alla Lady Gaga», attivisti e «alternativi».
«L’obiettivo era raccontare una delle realtà del mondo lesbo», continua la regista, nel nostro Paese «la maggioranza delle persone non riesce a pronunciare il termine “lesbica”. Si parla molto di più di omosessualità maschile, spesso in maniera stereotipata», ma almeno se ne parla. Le lesbiche sono una presenza silenziosa, quasi nascosta, si tende ad accomunare le loro esigenze a quelle dei gay, ma non sempre coincidono.
«Siamo donne, abbiamo comunque un istinto materno. Il pensiero di non poter costruire una famiglia, di non poter sognare la maternità» si fanno sentire, afferma Floriana Buonomo. Per qualcuna è persino difficile pensare a una vita con un’altra donna: «Siamo cresciute in una società che non lo prevede. Una delle protagoniste di Lsb vive proprio questa condizione. È etero, ma sta con una ragazza da due anni, la ama, eppure non riesce a immaginarsi un futuro con lei». Per non parlare di quelle situazioni in cui «una ventenne che prova qualcosa nei confronti di altre ragazze si sente sbagliata».
Lsb nasce per parlare di tutto questo. E per «smuovere gli animi» in un Paese che è lontano anni luce dai progressi che si fanno strada con forza all’estero. Dalle unioni civili, ai matrimoni gay, alle adozioni. «Le cose cominciano a cambiare quando cambia la cultura sociale» ha detto l’anno scorso il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden aprendo la strada alla discussione sui matrimoni omosessuali, «penso che Will & Grace», serie tv di fine anni ’90 con due protagonisti gay e una presunta bisex, «abbia contribuito a educare il pubblico statunitense più di qualunque altra cosa».
Di Cinzia Franceschini
Seguitela tramite il canale di Youtube "LSBThe series"
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