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martedì 14 luglio 2015

"Voi froci mi fate schifo, dovete morire" accade a Piacenza

Due ragazzi gay sono stati aggrediti durante un festival in provincia di Piacenza,uno di loro è un attivista di Arcigay.


"Ieri sera ero con alcuni amici all'Orzorock, un festival rock nel piacentino. Verso fine serata io e alcuni amici siamo seduti con dei ragazzi di Gragnano. Un ventenne di fianco a me, LT, appena capito il mio orientamento sessuale inizia a ricoprirmi di insulti". "Frocio di merda, voi froci mi fate schifo, dovete morire, vattene", sono gli insulti che il ventenne ha rivolto a Bombini secondo quanto da lui stesso riferito.
"Io gli rispondo ironicamente, mentre un mio amico non la prende allo stesso modo - continua la testimonianza che l'attivista ha affidato al suo profilo su Facebook -. Inizia una discussione tra i due. Alzano la voce e si avvicina un amico del ventenne, PG, che mi spinge a terra e tenta di colpirmi. Si avvicinano altri due ragazzi a noi, ne segue un tentativo di pestaggio al quale nessuno di noi risponde, al grido di "vattene, frocio di merda" vengo bersagliato da tre ragazzi. In pochi minuti ci allontaniamo e gli aggressori si ritirano verso gli stand del festival" .


"Come attivista e come persona impegnata non posso sottrarmi dall'intraprendere le azioni necessarie - conclude Bombini, annunciando la denuncia alle autorità -. L'odio e l'ignoranza sono prodotti della inadeguata azione educativa delle famiglie e delle scuole. E ancora dobbiamo assistere a raduni come il family day che giustificano e fomentano la discriminazione, impedendo azioni di informazione e formazione sulle tematiche LGBT. Non sono più disposto a tollerare. Con buona pace di chi vuole buonisticamente cercare un dialogo con gli integralisti cattolici e i criptofascisti di questo paese".
Bombini conclude il suo racconto allegando un'esplicita immagine di uno status pubblicato da uno dei suoi aggressori, sempre su Facebook: "Ditemi ancora di essere aperto di mente e di non avercela con i froci - scrive LT - che vi butto giù dal ponte di Trebbia".

domenica 4 agosto 2013

LEGAL BANDIT


Legal Bandit nasce ufficialmente il 17 Maggio 2013: Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia.

LGBT, LeGal BandiT, onvvero il "Bandito Legalizzato".  Una metafora per sintetizzare la storia recente della comunità LGBT, che da perseguitata sta finalmente ottenendo i giusti riconoscimenti legali in molti paesi del mondo.

 A tal fine A.N.G.E.L.O. AND PARTNERS Vintage Recycled ha ideato una serie di capi ed accessori "personalizzati" caratterizzati da uno stile inconfondibile nel quale ogni capo è un pezzo unico, realizzato dal riciclo di ex-tessuti militari (che passano da una finalità militare ad una pacifica integrazione), dove si rafforza l'idea di riconoscere nella “diversità” un grande valore universale.

I fondi saranno destinati alla creazione di una "Casa-Rifugio"

Il negozio si trova in Via Bonsi 28 a Rimini!

Rimini Amore veste Legal Bandit



Il Bikini di Cattolica veste Legal Bandit




venerdì 5 luglio 2013

Ragazza lesbica seviziata e uccisa in Sudafrica: “Ora l’apartheid è contro di noi

“Alla fine, ci rammarichiamo per le opportunità che non abbiamo colto, per le relazioni che abbiamo avuto paura di intraprendere, per le decisioni mancate per aver aspettato troppo a lungo”.
Questo è l’ultimo status pubblicato da Duduzile Zozo su Facebook, da cui abbiamo ripreso l’immagine del suo profilo. Risale a venerdì scorso. Domenica, alla periferia di Johannesburg, hanno ritrovato il suo cadavere, seminudo. Nella vagina, il manico di uno scopino da bagno, con cui l’avevano violentata prima di ucciderla.
Duduzile era lesbica e aveva la sfortuna di vivere in un paese, il Sudafrica, dove la lesbofobia è a livelli agghiaccianti. La polizia, come di prassi, ha invitato chi sa qualcosa a farsi avanti. Poco prima di essere uccisa, Duduzile era andata a una festa.
“A quanto pare, noi lesbiche non possiamo andare da nessuna parte. Non possiamo essere noi stesse. Dobbiamo nasconderci, se vogliamo evitare di essere uccise. Dobbiamo stare chiuse in casa, come animali in gabbia. Qui siamo nuovamente sotto l’apartheid e stavolta sono i gay e le lesbiche a essere oppressi e schiacciati”.Questo è il commento di Thulisle Msiza, direttrice dell’organizzazione Ekurhuleni Lgbti. È qui,nella municipalità di Ekurhuleni, che si è concentrata negli ultimi anni la violenza lesbofoba e omofoba. Solo tre mesi fa, ad aprile, nella township di Daveyton, era stata assassinata Patricia Mashigo. Uccisa a colpi di pietra. Non faceva mistero di essere lesbica, non accettava di rimanere chiusa in una gabbia fatta di mura domestiche. Come Noxolo Nogwaza, stuprata e uccisa nell’aprile 2011. Amnesty International continua a chiedere alla polizia sudafricana di agire.
Nonostante i tentativi del governo sudafricano di fare qualcosa contro i crimini dell’odio, la cultura che li provoca e l’impunità che li incoraggia, la comunità Lgbti sudafricana vive nella paura. Si stima che ogni settimana 10 lesbiche vengano sottoposte all’odiosa pratica dello “stupro correttivo”.
Di Duduzile resta uno status malinconico che a posteriori ora sembra un presagio. Resta un corpo seviziato. Chi l’ha ammazzata non ha affatto aspettato troppo a lungo per decidere che una lesbica in Sudafrica non ha diritto di vivere.



martedì 2 luglio 2013

1° Instagram Contest

                                          
Partecipa al 1° Instagram Contest organizzato da Arcigay Alan Turing Rimini sul mondo LGBT, carica una foto su Instagram e condividila su facebook sulla pagina Arcigay Alan Turing Rimini. La foto più votata verrà esposta in una location a sorpresa in più sarà utilizzata come immagine copertina facebook Arcigay alan turing.
A fine contest realizzeremo una mostra fotografica al Fuera con le foto più belle! Cosa aspetti partecipa al concorso! Il contest terminerà il 18 Luglio!


"Noi gay, genitori fantasma per lo Stato chiediamo una legge per le adozioni"

"Noi gay, genitori fantasma per lo Stato  chiediamo una legge per le adozioni"


ROMA - "Per lo Stato siamo genitori fantasma, mamme e papà senza volto, senza obblighi e diritti". Crescono figli che hanno sognato, voluto e desiderato a  lungo. Lei con lei, lui con lui. Coppie omossessuali dove solo il padre o la madre biologici esistono per lo stato. L'altro, o l'altra, cancellati. Estranei senza diritti. Per questo domani coppie gay dell'associazione  famiglie Arcobaleno con i loro bambini andranno in parlamento ad incontrare  deputati e senatori bipartisan per chiedere aiuto e rispetto, e soprattutto una legge che sancisca, difenda e riconosca il legame con i figli non biologici. Ragazzini che in Italia sono sempre di più all'interno degli oltre centomila bambini con un genitore omosessuale.

UNA LEGGE PER L'ADOZIONE DEI FIGLI DEL COMPAGNO"Adesso si comincia finalmente a parlare di approvare una legge sulle unioni civili. Ma queste proposte ai gay danno la reversibilità della pensione, i  diritto di andarsi a trovare in ospedale ma non regolamentano il rapporto con figli naturali del fidanzato o partoriti dalla compagna, voluti assieme  ma ovviamente biologicamente figli di uno solo. I nostri bambini pensati, desiderati in coppia, per lo stato italiano restano solo figli del padre o della madre biologica. Nessun congedo di maternità o paternità nella migliore delle ipotesi. E se questa persona si ammala e muore il piccolo finirà sotto tutela del giudice, e il nostro legame, il rapporto d'amore rischiano di finire cancellati in nome della burocrazia". Per questo chiedono la parificazione col matrimonio, perché così potranno adottare il figlio del compagno, della loro donna. A parlare con passione e ironia, mentre in sottofondo i ragazzi giocano con  la nonna che li tiene a bada nella casa a Testaccio dove si fanno le valigie in vista delle vacanze, è Gianfranco Goretti. Professore di storia in un liceo romano è sposato con Tommaso Giartosio, scrittore, conduttore di Farenheit su Radio tre. Insieme da quasi vent'anni, hanno due figli, Lia e Andrea di 5 e 7 anni, avuti da una madre surrogata in America che non li ha  riconosciuti e che in Italia portano solo il cognome del padre biologico: Lia quello di Tommaso, Andrea di Gianfranco.

LA STORIA DI NANCY, ANDREA E LIA
"Nancy è una donna straordinaria che i nostri ragazzini conoscono, con la quale hanno avuto un lungo rapporto, soprattutto via Skype vista la distanza. Della loro nascita sanno tutto, sanno che i loro papà non potevano  tenerli nella pancia e che lei ci ha aiutato e li ha messi al mondo, come ha  partoriti i suoi quattro figli". Non si sentono unici, strani o diversi, racconta Gianfranco "sanno che ci sono tanti tipi di famiglie: mamme sole, coppie di mamme o di papa, coppie separate. Devo dire che siamo stati fortunati, la società è più avanti della politica: nel quartiere e a scuola  nessun problema, anzi, tutti ci riconoscono come genitori. Lia e Andrea si sentono semplicemente due bambini molto amati". Non gli manca la figura materna? "direi proprio di no, hanno nonne, zie e a scuola i docenti sono soprattutto donne". Nonna continua a intrattenere i piccoli mentre Gianfranco racconta la quotidianità cosi tranquillamente banale, fatta di risvegli assonati, di compiti da fare, di figli da andare a  prendere a scuola, di vaccinazioni e vacanze.

"Ecco, per la legge alla fine dell'orario delle lezioni a scuola potrebbero non affidarmi Lia, figlia biologica di Tommaso, se si ammala non potrei portarla in ospedale e decidere le cure perche per lei in italia non sono nulla, non sono un parente, un genitore. Sono un estraneo totale mentre per  la legge americana i due bambini sono tutti e due figli nostri". Due paesi, due genitori, due pesi, due misure un solo affetto e il desiderio  di proteggere chi hanno messo al mondo biologicamente o desiderato. "Se io muoio mio figlio resta solo, il mio compagno non conta nulla e finisce che decide tutto il giudice tutelare che magari se ne infischia di un rapporto vero, profondo che dura dalla nascita. Per questo vogliamo una legge che parifichi le unioni gay al matrimonio, come aveva proposto l'anno scorso Paola Concia del Pd. Così potremmo finalmente adottarli, riconoscerli con tutti i diritti ma soprattutto i doveri di un genitore, compreso il mantenimento in caso di separazione".

lunedì 1 luglio 2013

Dal 22 luglio alla Camera si discute la legge contro l'omofobia

La seconda metà di luglio potrebbe segnare una svolta nel dibattito sui diritti civili e sulla tutela delle persone lgbt in Italia. Secondo il calendario della Camera dei deputati, infatti, inizierà lunedì 22 la discussione generale sulle proposte di legge contro l'omofobia i cui testi sono stati presentati nei mesi scorsi. 
Secondo quanto riporta il sito di Rete Lenford, l'associazione di avvocati che si occupa di questioni lgbt, la settimana prossima i deputati Ivan Scalfarotto (Pd) e Antonio Leone (Pdl) presenteranno un testo base sul quale si potranno presentare, discutere e votare gli emendamenti.
L'ultima discussione su una legge contro l'omofobia in Parlamento risale alla scorsa legislatura , quando relatrice della legge era Anna Paola Concia. 

Il dibattito non entrò mai nel vivo perché l'Udc, il Pdl e la Lega Nord votarono a favore di una eccezione di costituzionalità. Una legge ad hoc per tutelare le persone omosessuali e transessuali, si sostenne in aula, avrebbe privilegiato le persone a cui si rivolgeva e questo in violazione del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.
"Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri - dichiarò quel giorno Fabrizio Cicchitto, allora capogruppo alla Camera del Pdl - e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico e differenziato che come tale ammetterebbe e accentuerebbe una diversità, sostanzialmente incostituzionale".

venerdì 28 giugno 2013

Nozze in 50 stati entro 5 anni: la promessa alla vigilia di Stonewall


Matrimonio gay in 50 stati entro 5 anni. E' l'obiettivo che le associazioni e la comunità lgbt si è data dopo la storica sentenza della Corte Suprema di ieri secondo cui il Doma (Defence of Marriage Act), la legge che definifa matrimonio solo l'unione tra un uomo e una donna, è incostituzionale, così come la Proposition 8 della California.
"Entro cinque anni, porteremo il matrimonio egualitario in tutti e 50 gli stati" è stato l'impegno preso da Chad Griffin, presidente di Human Rights Campaign durante il discorso pronunciato proprio fuori dalla Corte Suprema.
I prossimi obiettivi su cui associazioni e gruppi lgbt stanno lavorando sono l'Oregon e il Nevada, dove si sta cercando di ottenere un referendum per il prossimo anno, mentre la discussione è approdata in tribunale nelle Hawaii. Una causa è in corso anche in Nuovo Messico, dove la legge è ambigua sull'argomento.

Un impegno gravoso, quello assunto da Griffin e sottoscritto da altre associazioni, che di certo richiederà altre sedute nell'aula del più alto tribunale degli Usa, ma la strategia degli attivisti è quella di far sì che quanti più Stati riconoscano il matrimonio tra persone dello stesso sesso in modo che ad un certo punto la Corte scavalchi i divieti dei rimanenti Stati costringendoli, di fatto, ad adeguarsi, come successe nel 1967 con il divieto di matrimoni interrazziali. Divieto abolito proprio l'anno prima di quella che viene ricordata in tutto il mondo come la nascita ufficiale del movimento lgbtq internazionale e la Giornata Mondiale dell'Orgoglio Gay. Ricorre domani, infatti, il 44esimo anniversario dei moti di Stonewall . Nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1968 la polizia fece irruzione in un locale del Greenwich Village di New York, lo Stonewall Inn. Un blitz come tanti la comunità lgbt newyorchese era abituata da sempre a subire. Ma quella notte le cose andarono diversamente e gli avventori del bar si ribellarono al blitz scatenando una vera e propria rivolta per le strade del quartiere. 

Si dice che a dare inizio alla rivolta fu una transgender, Sylvia Rivera che scagliò una bottiglia contro la polizia. Gli scontri durarono tutta la notte e ripresero la notte successiva e, ancora, un paio di giorni dopo. 
Da allora, giugno è considerato il mese dell'orgoglio gay ed è per questo che tradizionalmente i Pride si tengono in questo mese.
Quest'anno gli Usa festeggiano un anniversario di Stonewall certamente speciale: dopo 44 anni da quella notte, infatti, gli statunitensi sono vicini al matrimonio egualitario come non lo sono mai stati prima.

giovedì 27 giugno 2013

Cortometraggi contro l'omofobia!


Cortometraggio: "Alzati! Reagisci al bullismo omofobo" [Stand Up! Don't Stand for Homophobic Bullying] (Irlanda 2011, 4 min.)


Cortometraggio realizzato dal gruppo "Uno come noi, noi come tutti" all'interno dello Spazio giovani di Parma in collaborazione con l'associazione L'Ottavo Colore


Cortometraggio realizzato dal gruppo giovanile LGBT "Uno come noi, noi come tutti" in collaborazione con lo Spazio Giovani di Parma e l'associazione L'Ottavo Colore




Cortometraggio realizzato dai ragazzi del "Liceo Scientifico e Linguistico Principe Umberto di Savoia" Catania



Mini corto contro l'omofobia ..Scritto, diretto e montato da: Giulia Bertini. Attori: Gabriele Sabatini - Daniele Rienzo

mercoledì 26 giugno 2013

Guido e Lao, sposi il giorno del Pride. Grillini: “Cerimonie danno stabilità ad un rapporto

Lo Stato non vara una legge sulle unioni civili? E i gay si sposano lo stesso. Con tanto di matrimonio, invitati e doni di nozze. E con il sindaco in fascia tricolore, i testimoni, gli anelli, i parenti e gli amici in festa. E’ successo domenica in Toscana. Nel giorno del Pride. I due sposi, Guido Lauria e Lao Biancucci, 47 e 44 anni, erano commossi. Camicia bianca, fiore all’occhiello e panama in testa. Un matrimonio celebrato nel giorno della grande parata di Palermo, per denunciare che l’amore conta più delle leggi, in un Paese dove a quasi trent’anni dalla prima rivendicazione dei diritti per le coppie omo, il Parlamento non ha ancora varato nessuna norma.
Ma la famiglia gay è cresciuta, è venuta allo scoperto, ha sfilato, ha manifestato, ha chiesto ascolto. E ora pretende di essere una comunità di cittadini di serie A, con gli stessi diritti di amici e parenti etero.
Ieri da Cortona, nel cuore della Toscana, quella Cortona che pochi giorni fa si era proclamata città dell’amore e degli innamorati, è arrivato un segnale forte per lo Stato che dell’Europa prende tasse e doveri, ma di quella stessa Unione evita accuratamente di trasferire anche in Italia il patrimonio di diritti civili che ci vedono, con la Grecia, fanalino di coda.
Un segnale senza striscioni, senza petizioni e senza proteste. Si potrebbe dire il più italiano dei segnali. Un matrimonio di paese, celebrato com musica e piatti della cucina tradizionale toscana, prosciutto tagliato al coltello, panzanella, fagioli cannellini, pici all’aglione e rosticciana alla brace. I piatti che tante volte hanno accompagnato le feste di nozze nei paesi toscani, le stesse ricette che celebrarono le nozze dei loro genitori tanti anni fa.
A siglare il patto d’amore, non nel nome della legge ma dell’affetto, un amico in fascia tricolore, dipendente comunale, in arrivo da Formia. Di fronte agli sposi, sotto un arco di girasoli di campo, con gli occhi lucidi allo scambio degli anelli, un centinaio di invitati. Fiori dappertutto, abiti scuri, signore in lungo e sfoggio di cappelli. E poi confetti, per tutti i gusti.

“Per noi è il giorno più bello della vita e ha la stessa importanza che ha per i nostri amici etero. E’ lo Stato a essere in errore, in difetto, come dimostrano tutte queste persone”, raccontano gli sposi. “Avevamo pensato di sposarci in Spagna, facendo un pullman di amici e parenti. Poi, però, abbiamo deciso di unirci qui, a casa nostra, nella nostra Toscana, dove l’avremmo fatto se anche l’Italia fosse stata un Paese civile. La nostra è anche una denuncia, ora il Parlamento si sbrighi a darci i diritti che sono di tutti i cittadini”.
E così mentre a Palermo le associazioni gay e lesbiche chiedevano i diritti, sfilando per la città in centomila, senza rappresentanti del governo Letta, a Cortona il sì di Guido e Lao risuonava come un monito alla classe politica. Sono sempre di più i gay che scelgono di sposarsi comunque.
E così mentre a Palermo le associazioni gay e lesbiche chiedevano i diritti, sfilando per la città in centomila, senza rappresentanti del governo Letta, a Cortona il sì di Guido e Lao risuonava come un monito alla classe politica. Sono sempre di più i gay che scelgono di sposarsi comunque.
Che scelgono di vivere con amici e parenti il rito simbolico del matrimonio, pur senza valore legale. Dal primo matrimonio pubblico di due italiani, Antonio Gargiulo e Mario Ottocento, all’Aja, in questi anni le cerimonie di nozze da gay e lesbiche si sono moltiplicate a dismisura. Attorno al matrimonio degli omosessuali nascono società che organizzano le feste, i viaggi di nozze, i catering, le bomboniere. E’ la comunità gay in qualche modo si prende quello che lo Stato non gli concede.
“Al di là del fatto che il matrimonio sia solo simbolico è un fatto di enorme importanza perché anche le coppie omosessuali devono festeggiare le proprie relazioni con amici e parenti, dando in questo modo in significato profondo alla grande emozione della vita di coppia, che è assolutamente identica fra omo ed eterosessuali. L’amore non ha colore, non ha sesso e non ha età”, commenta il presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini, salito in Toscana da Palermo per salutare i neo sposi. “A chi dice che queste cerimonie sono pagliacciata rispondo che proprio non è così. Le coppie etero danno alle nozze un valore pubblico, mentre pretendono che gli omosessuali tengano il proprio amore nascosto. La cerimonia da stabilità a un rapporto, perché è il cemento sociale che da forza alla vita di coppia. Sono cerimonie rendono pubblica la relazione e la rendono riconosciuta da tutti. Queste nozze aumentano il consenso alle nozze gay, aumentano l’attenzione e la riflessione che attorno al tema dei diritti civili”.
TOMMASO CERNO

lunedì 24 giugno 2013

Persona Ovunque. Rassegna cinematografica LGBT



La rassegna cinematografica LGBT, promossa dalla Provincia di Rimini in collaborazione con Arcigay Alan M. Turing, fa parte del percorso culturale Persona Ovunque. La rassegna si propone di mettere in luce alcuni aspetti riguardanti la discriminazione basata sulle differenze, e di promuovere lo sportello Ascolti Arcobaleno presso il Servizio Per Lei della Provincia.
"La proposta di una rassegna cinematograficaè", spiega lo psichiatra e psicoterapeuta Marco Lazzarotto Muratori, "un modo interessante di veicolare contenuti espunti di riflessione. Questo ciclo di film è aperto a tutti e rappresenta un'opportunità di aggregazione e discussione di temi legati al mondo lgbt, mediati dalle immagini e dai racconti di registi di fama. I film che abbiamo scelto, pellicole poco viste ma di qualità, hanno il pregio di restituire un punto di vista interessante e realistico su temi quali il coming out, l'identità sessuale, l'amore, il rapporto con le famiglie, ma anche i diritti e la malattia (la questione HIV-AIDS)."
I film in rassegna saranno:
Lunedì 10 giugno 2013 "COME NON DETTO" di Ivan Silvestrini
Lunedì 17 giugno 2013 "KISSING JESSICA STEIN" di Charles Herman-Wurfeld
Lunedì 24 giugno 2013 "GIORNI" di Laura Muscardin
Le proiezioni si terranno presso la Sala del Buonarrivo in Corso d'Augusto 231 alle ore 20.30
"Al termine della rassegna", aggiunge Maura Chiulli, presidente di Arcigay Alan M. Turing, "seguirà un ciclo di incontri tematici periodici presso la Sede Arcigay in viale Bergamo 2 a Riccione, il primo dei quali, dal titolo 'Omosessuali si è', si terrà Lunedi 1 Luglio dalle 20:30 e avrà per tema l'identità sessuale."

Ascolti arcobaleno – Consulenze LGBT
E' un supporto qualificato rivolto a persone lgbt oggetto di bullismo, violenza psicologica e fisica, discriminazioni e comportamenti omofobici e transfobici di ogni genere. Un luogo accogliente di ascolto e di confronto per le persone che vivono con difficoltà e dubbi il proprio orientamento sessuale, identità digenere o qualunque altra condizione che possa avere provocato un disagio.

Il servizio è attivo su appuntamento.

c/o Servizio Per Lei
P.le Bornaccini, 1 (III piano)
47923 Rimini
Per fissare un appuntamento telefonare
lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 14.00
giovedì e martedì dalle 8.30 alle 17.00
Tel. 0541 363989

Da Arcigay Alan M. Turing 

sabato 22 giugno 2013

Maura Chiulli

Foto di Manuel Colombo

Parlando di omofobia, violenze e pregiudizi ci tenevo a citare, all'interno di questo blog, Maura Chiulli.
Scrittrice per professione e figura assai stimata dalla comunità LGBT, a parer mio si presenta come una donna audace e combattiva; in Italia, infatti, porta avanti assieme ad altre associazioni/gruppi, una campagna contro la discriminazione verso gli omosessuali.
Riveste il ruolo come responsabile nazionale cultura per Arcigay.

Vi chiederete perchè stia parlando proprio di lei...
Beh, questa donna può essere un'riferimento importante per molti ragazzi/e.
Durante le su performance dal vivo, nei diversi locali italiani che la vedono ospite, lei si mostra sempre energica e trasmette sicurezza in coloro che la osservano.

Foto di Manuel Colombo
E' una brava teatrante; attraverso le sue esibizioni riesce a coinvolgere il pubblico e per quel che mi comunica, penso che ella utilizzi al meglio il pathos che le consente di esprimere, attraverso i gesti e le parole, i propri ideali.

Maura, ad oggi, ha pubblicato tre libri che consiglio di leggere:

- Piacere Maria
- Maledetti froci e maledette lesbiche
- Out_ la discriminazione degli omosessuali

Di ognuno vi riporto una citazione:

"Piacere Maria"

 "C e' una donna che si nasconde. C e' il suo corpo scelto scientemente come simulacro, emblema, feticcio di un tormento più profondo. C è il digiuno, c è la fame, c è il vomito, c è il cutter.
C è il cinico Dottor T. e naturalmente c'è la città, c è Rimini, c'è la vita, insoffribile per un'identità che si nasconde.
Tendenze ginecofile, bisessuali, omosessuali, lesbiche chiamiamole come cazzo vogliamo, sono frequenti da dover decriptare. Le fantasie sessuali,i sogni ad occhi aperti di Maria sono inequivocabili. Sarebbe interessante capire cosa le rende questi desideri inaccettabili."                

  <<Maura Chiulli>>


" Maledette lesbiche e maledetti froci"


"I gay danno fastidio: perché si mostrano in tv senza pudore, perché non vogliono sentirsi una categoria «discriminata e speciale», perché spesso hanno molto da dire sulle libertà e i diritti di tutti.
Negli ultimi due anni in Italia si sono moltiplicati e accresciuti i casi di intimidazioni, insulti, persino selvaggi pestaggi contro omosessuali.
Da quando il mio viaggio in arcigay è cominciato, non ho mai smesso di credere nella possibilità di una rivoluzione culturale. Donne e uomini in questo paese vivono clandestinamente
l'Amore, l'unico passaggio decoroso dell'esistenza. Si nascondono, si vedono negata la possibilità di creare una propria famiglia, si sentono esclusi, dimenticati, odiati. Maledetti froci è una provocazione, è l'urlo
rozzo, troglodita, che deve farci vacillare,che vuole svegliarci dall'immobilismo, è un eco viscerale e di coscienza che ci scongiura di sollevarci dalla genuflessione cui la prepotenza di un pregiudizio primitivo ci ha costretti."

<<Maura Chiulli>>


"OUT La Discriminazione degli omosessuali" 

"Il Bel Paese si dimostra arretrato rispetto al mondo  e all’Europa, incapace di garantire diritti ai suoi cittadini omosessuali.  Uomini e donne che vivono, amano e pagano le tasse anche per chi li insulta per strada, li sbeffeggia dai palchi della politica, li aggredisce  tra i banchi di scuola e nelle vie delle città. Le testimonianze raccolte cozzano con l’idea stessa di “civiltà” e spingono all’indignazione per un nuovo “Orgoglio Omosessuale”.
L'amore non salva le vite, l'amore non riempie i vuoti cosmici ma Sara quell'estate aveva deciso di far posto alla vita, l'amore è un rischio ma mia sorella quella volta voleva concedersi la sua possibilità.
"La ricchezza è la felicità..La felicità è la nostra libertà..Conquistimola!"                          

<<Maura Chiulli>>




Di questi tre volumi mi hanno colpito molto le interviste riportate, i cui temi trattano le violenze e gli abusi a scapito di persone la cui unica "colpa" è quella di amare una donna/uomo dello stesso sesso.
Molti vivono nella paura, non hanno l'appoggio della famiglia e della società eppure il nostro dovrebbe essere un Paese civile.
Spesso optiamo per scelte drastiche, ma se posso, vi consiglio di parlare e di non chiudervi in voi stessi e di leggere queste storie perchè se pur "crude" fanno capire che bisogna combattere quest'ignoranza, questa limitazione del pensiero che attanaglia molte persone.
L'informazione è un'ottimo mezzo per aiutare quella parte della società, che non si capisce bene per quale benedetto motivo si ostina non solo con le parole ma soprattutto con la violenza fisica a reprimere semplicemente UN SENTIMENTO.
Detto ciò, rivolgetevi alle associazioni e raccontate ciò che succede!
Stando zitti che le cose non possono che peggiorare.



La florence                                                      Rimini 15/06/13

venerdì 21 giugno 2013

Nigeria: controversie e appelli internazionali sulle norme anti-gay







TRADUZIONI DI STEFANIA GLIEDMAN
Mentre le ultime notizie segnalano ulteriori attacchi sanguinosi degli islamisti (ieri altri 9 studenti uccisi, dopo i 13 di domenica, nel nord-est del Paese già in stato d'emergenza, per mano della brigata Boko Haram come punizione "per aver aiutato l'esercito"), rimane assai controversa la questione sui matrimoni gay.  

Nel corso di una cena in suo onore tenutasi a Praga i 13 giugno, il presidente del Senato David Mark ha ribadito che le norme approvate a fine maggio all’unanimità dal Parlamento, con cui si vietano le unioni omosessuali ma anche gesti di effusione in pubblico, è da considerarsi irreversibile. Anche perché queste sembrano avere ampio sostegno popolare, per via del via del diffuso sentimento anti-gay, come del resto in gran parte dell’Africa sub-sahariana -- fino a divenire cultura dell'omofobia. Si tratterebbe comunque di un forte giro di vite a scapito della comunità omosessuale, già oggi perseguibile legalmente e costretta a un’esistenza nella clandestinità. 

Per l'entrata in vigore si attende la firma del Presidente Goodluck Jonathan: oltre a punire con 14 anni di carcere sia chi contrae sia chi celebra matrimoni di coppie dello stesso sesso, la legge dichiara che “chiunque si iscriva, gestisca o frequenti club, società o organizzazioni gay, oppure che direttamente o indirettamente faccia mostra di relazioni sentimentali con individui dello stesso sesso, commette un reato e sarà punito con 10 anni di carcere".  

Chidi Odinkalu, presidente della Commissione nigeriana per I diritti umani, ha fortemente criticato il provvedimento, a suo avviso incostituzionale. L’attivista per i diritti dei gay Bisi Alimi sostiene che la legge è in realtà il tentativo di sviare l’attenzione dai veri problemi del Paese, aggiungendo: “qualora il Presidente desse il suo benestare, [la Nigeria] diventerebbe il primo Paese nella storia contemporanea a criminalizzare i gay in seno alla costituzione. Le conseguenze si faranno sentire. Poi sarà il turno dell’Uganda, e poi della Sierra Leone”. 

Ayo Sogunro, giovane scrittore nigeriano, commenta così sul suo blog: “Ci opponiamo all’uso della legge per prendere di mira un gruppo di individui che non rappresentano in nessun modo una minaccia per la vita o la proprietà dei nigeriani. Siete liberi di giudicare intollerabile un omosessuale, […] ma metterli in carcere, o non dire nulla mentre qualcun altro lo fa, vi mette allo stesso livello dei nazisti che odiavano gli ebrei, o dei bianchi dell’Apartheid che odiavano i neri in Sudafrica.  

Ancor più grave è la criminalizzazione delle associazioni a tutela dei diritti gay. Qualsiasi studente di diritti umani potrebbe dirvi che il tentativo di proibire discussioni o sostegno ai matrimoni gay è tanto sbagliato quanto mettere in galera i fan dell’Arsenal. La situazione nigeriana non è certo divertente, e sono sicuro che i giudici non tarderanno a dichiarare incostituzionale quest'aspetto della legge. È già sbagliato di per sé mettere in carcere i gay, ma imbavagliarne i sostenitori è ripugnante per qualsiasi idea di giustizia”. 

da La Stampa.it

giovedì 20 giugno 2013

Palco troppo vicino al cimitero Oxa dice no al «Gay Pride Village»


PADOVA - Il palcoscenico è vicino ad un cimitero e così Anna Oxa dice no al concerto in programma il 30 giugno al «Gay Pride Village» di Padova. Ad annunciarlo gli stessi organizzatori, che hanno mantenuto comunque la serata, scegliendo per il concerto una meno scaramantica Ivana Spagna.
La rinuncia della Oxa ha sollevato anche qualche polemica politica. «Anna Oxa così offende la comunità gay - dice Alessandro Zan, parlamentare padovano di Sel e ideatore del Pride Village -. Gli artisti, gli scrittori, i giornalisti e i personaggi noti che decidono di partecipare al Village lo fanno con spirito di impegno civile, contribuendo a far crescere la cultura dei diritti contro l'omofobia».
«Questa assurda decisione di Anna Oxa rasenta un comportamento grave e privo di senso, frutto di un capriccio da star - sottolinea Zan - Evidentemente Anna Oxa preferisce assecondare questo suo capriccio che dare il suo sostegno ai diritti dei tanti gay che da tempo la sostengono». (Ansa)

martedì 18 giugno 2013

Torna il Festival Mix, giovane e selvaggio



Da mercoledì 19 a lunedì 24 giugno la 27a edizione della cinemanifestazione queer milanese riscopre il mondo adolescenzial-giovanile grazie a Cherry, Margarita, Yossi, Mosquita y Mari, Jack & Diane

Non potete perdervi per nessuna ragione al mondo, sabato sera alle 19.30, l'atteso ritorno del regista di "Priscilla, la regina del deserto", l'australiano Stephen Elliott, che in "Cherry" sfodera un cast da leccarsi le palpebre: James Franco (anche nel bollente "Interior. Leather Bar"), Lili Taylor, Heather Graham e la rivelazione Ashley Hinshaw nel ruolo hot di una ragazza che si trasferisce a San Francisco dove intraprende una carriera nel mondo del porno. La vicenda è ispirata alla storia vera della diva hard trentaduenne Lorelei Lee, che firma la sceneggiatura insieme al regista. 

Inquietudini adolescenziali, ribellioni e conflitti famigliari attraversano varie vicende in giro per il mondo, dalla cilena bisex Daniela che in "Young and Wild" di Marialy Rivas sfoga nel suo blog le oppressioni della sua famiglia evangelica, alle ninfette americane melò con risvolti 'creepy' e vampireschi (ah, quelle notti di luna piena!) di "Jack & Diane" con l'emergente Juno Temple e l'ex modella D&G Riley Keough, figlia di Lisa Marie Presley. Cameo dell'ultraicona Kylie Minogue nel ruolo di una tatuatrice lesbica che ha un flirt con Jack. 
Vari titoli si presentano da soli ricoperti di allori: il francese 'L'age atomique' di Héléna Klotz, sui vagabondaggi dell'etero Victor e del gay Rainer, girato in sole dodici notti con un apparecchio fotografico Canon 1D, ha vinto il Fipresci a Berlino, il Prix Jean Vigo e il Grand Prix ad Angers; i cinefili duri e puri non si perdano il vincitore del Togay, l'olandese "It's all so quiet", e il thriller "Alata - Out In The Dark" preferito dal pubblico; tra i migliori dell'anno anche la Queer Palm 2012 "Lawrence Anyways" di Xavier Dolan e il polacco "In The Name Of" sui tormenti di un prete di campagna, meritato Teddy Award 2013.
La realtà transessuale è invece al centro dell'iraniano "Facing Mirrors" e del pakistano "Noor" ambientato nella comunità transgender dei Khusra.
Particolarmente interessanti anche i doc presentati, dall'acclamato "Bambi" di Lifshitz sull'ex étoile del Carousel de Paris, la transessuale Marie-Pierre Pruvot, alla ricognizione del canadese Joe Balass "Joy! Portrait Of A Nun" sul mondo fatato delle Sorelle della Perpetua Indulgenza, conventicola poco ortodossa e molto camp di finte suore nata nel 1979 a San Francisco grazie a Sorella Missionary Position Delight che continua la sua opera di bene in una comunità di fairies nel Deep South degli States.

Milano, la mozione del consigliere pdl: "Stop alla diffusione dell'ideologia gay"


Il titolo è “Mozione urgente per la tutela dei bambini, per la promozione della famiglia e contro la diffusione dell’ideologia gay”. Proprio così: ideologia gay. A presentarla in consiglio di Zona 3, a Milano, è un rappresentante del Pdl, Francesco Migliarese, per protestare contro uno spettacolo - Piccolo Uovo, tratto dall’omonimo libro di Altan già nel mirino di Forza Nuova - andato in scena a marzo al teatro Litta. Uno spettacolo in cui, con toni lievi, si raccontava di un uovo che veniva adottato da una coppia di pinguini omosessuali. Il teatro, con una mail, aveva invitato le scuole materne ed elementari della città a vedere lo spettacolo, sollevando polemiche.
Il consigliere Migliarese, a distanza di mesi, tiene ancora a dire la sua: per questo ha discusso la sua mozione davanti ai consiglieri della maggioranza, sbigottiti per la richiesta che condanna appunto la diffusione di uno spettacolo incentrato su una famiglia omosessuale e invoca maggiori tutele per «la famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio tra uomo e donna». Sul suo profilo Facebook, a gennaio, Migliarese aveva aperto un lungo dibattito esprimendo nettamente 
la sua posizione sul tema: «L’omosessualità è una ferita dell’identità e una tendenza reversibile». 

La mozione è stata bocciata con 18 voti contro (centrosinistra e Movimento 5 Stelle) e sei a favore (Pdl, Nuovo Polo e Fratelli d'Italia). Massimo Scarinzi, consigliere di zona del Pd, commenta: «Dopo il caso del Saini (le polemiche per una festa gay in una piscina comunale), ecco un’altra testimonianza dell’omofobia strisciante di una parte del centrodestra milanese. Rivendichiamo e sosteniamo l'attività portata avanti dalla giunta Pisapia sul tema della lotta contro tutti i tipi di discriminazione».

dalla Repubblica Milano.it

lunedì 17 giugno 2013

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domenica 16 giugno 2013

venerdì 14 giugno 2013

Prima polemica per Marino, declina invito e gay si offendono


Il Sindaco Marino declina il nostro invito a partecipare al Roma Pride 2013 per trascorrere qualche giorno in famiglia. Una risposta irrispettosa e offensiva nei confronti di una comunita' che si batte da anni e domani scendera' in piazza proprio per vedere riconosciuti i diritti, la visibilita' e la dignita' delle proprie famiglie''. Lo si legge in una nota del comitato Roma Pride 2013 alla vigilia della sfilata di domani.
Oggi in una intervista nelle pagine romane de Il Messaggero, il sindaco aveva detto ''di aver preso gia' un impegno con la famiglia'', ''ma saro' vicino ai partecipanti e al loro fianco nella lotta alle discriminazioni''. ''Il Sindaco di Roma - prosegue - ha il dovere di offrire alla Citta' una disponibilità diversa rispetto al passato e di dimostrare piu' attenzione alle richieste di una grande manifestazione per i diritti civili, la democrazia e la liberta'. Siamo molto delusi da questa scelta che denuncia una grave sottovalutazione di cosa sia il Pride per Roma e siamo fiduciosi che il Sindaco sappia comprendere l'importanza che avrebbe la sua presenza per una comunita' che troppo spesso non riceve risposte credibili dalle Istituzioni e dai suoi piu' importanti rappresentanti''.
''Voglio ribadire, da Sindaco, il mio impegno affinche' a Roma i diritti di tutti siano garantiti e venga sradicata ogni forma di intolleranza''. Questa una parte del messaggio che il sindaco di Roma Ignazio Marino ha indirizzato agli organizzatori del Roma Pride 2013. ''Odio e discriminazione - prosegue - non possono avere diritto di cittadinanza in questa che non è solo la Capitale d'Italia, ma anche la culla della civiltà''. ''Roma deve invece diventare una capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso, né marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile. Una Capitale dei diritti da costruire insieme - conclude Marino - è questa l'idea di Roma in cui credo con la quale voglio augurarvi buon Pride''.
 BOLDRINI  E IDEM AL GAY PRIDE DI PALERMO  - "Noi qui oggi parliamo di diritti. Nessuno ha il diritto di ridicolizzare questo nostro incontro. Qui non vedo né carnevalate né pagliacciate, ma persone che si confrontano sui diritti, che sono un tema cruciale": lo dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, aprendo il Pride Palermo. "Questa manifestazione - ha detto - si svolge in una città da millenni crocevia di popoli e culture, dove da sempre chi vi arriva trova accoglienza e inclusione e quindi arricchimento culturale".
 "Il mio intento è di proporre un disegno di legge sulle unioni civili, cosa che sempre più cittadini e cittadine chiedono giustamente". Lo ha annunciato il ministro per le Pari opportunità , Josefa Idem, parlando al convegno di apertura del Gay Pride nazionale a Palermo
da www.ansa.it