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sabato 2 maggio 2015
La Rai censura il bacio gay sul palco del Concerto del Primo Maggio
Durante il concerto del Primo Maggio a Roma, sarebbero dovute salire sul palco due coppie gay, due lesbiche e due etero, insieme agli Stato Sociale, per scambiarsi un bacio a simboleggiare l'uguaglianza dell'amore. Ma al momento di salire sul palco, la Rai ha cambiato idea, niente bacio in TV.A denunciare il dietro front della TV pubblica è Flavio Romani, presidente di Arcigay, che si trova in questo momento proprio nella piazza dell'evento. “Le coppie - riferisce Romani - erano già nel retropalco e avevano già firmato le liberatorie di rito quando l’organizzazione ha comunicato loro che la Rai non intendeva mandare in onda quel contenuto essendo la trasmissione ancora in fascia protetta”
“Una censura insensata, che tratta l’omosessualità come una cosa oscena, impresentabile. Un atteggiamento inaccettabile, che nella tv pubblica, quella pagata anche con le tasse delle persone gay e lesbiche, rende invisibile un pezzo di Paese, proprio sul palco del Primo Maggio dove la parola diritti dovrebbe avere un significato particolare. Chiediamo ai vertici delle sigle sindacali, che organizzano la manifestazione, di prendere le distanze pubblicamente dall’atto discriminatorio della Rai”, conclude Romani.
da gay.it
lunedì 8 luglio 2013
Canzoni Italiane che affrontano tematiche LGBT
Fiorella Mannoia con Belle Speranze 1998
Jessica Morlacci con Pensieri Timini
Dolcenera con Resta come sei
Elsa lila con Valeria
Dolcenera con Resta come sei
Elsa lila con Valeria
Gianna Nannini con LEI
Patty Pravo con Pensiero Stupendo
Consoli e Vannoni con L'appuntamento
Mietta con Piccolissimi segreti
Gemelli diversi con Brindavi alla goccia
venerdì 5 luglio 2013
#LoveIsLove
COME FAI A NON VEDERLO?
Che l'amore può nascere da qualsiasi combinazione. Che l'uguaglianza di diritti è un principio che non ha bisogno di dimostrazione. Che la matematica non è un'opinione e uno più uno fa sempre due. Che cambiando il genere degli innamorati il risultato non cambia. Che non ci dovrebbe essere bisogno di numeri né tantomeno di parole. Che l'amore è amore.
Ecco, che l'amore è amore.
#LOVEISLOVE
Ragazza lesbica seviziata e uccisa in Sudafrica: “Ora l’apartheid è contro di noi
“Alla fine, ci rammarichiamo per le opportunità che non abbiamo colto, per le relazioni che abbiamo avuto paura di intraprendere, per le decisioni mancate per aver aspettato troppo a lungo”.
Questo è l’ultimo status pubblicato da Duduzile Zozo su Facebook, da cui abbiamo ripreso l’immagine del suo profilo. Risale a venerdì scorso. Domenica, alla periferia di Johannesburg, hanno ritrovato il suo cadavere, seminudo. Nella vagina, il manico di uno scopino da bagno, con cui l’avevano violentata prima di ucciderla.
Duduzile era lesbica e aveva la sfortuna di vivere in un paese, il Sudafrica, dove la lesbofobia è a livelli agghiaccianti. La polizia, come di prassi, ha invitato chi sa qualcosa a farsi avanti. Poco prima di essere uccisa, Duduzile era andata a una festa.
“A quanto pare, noi lesbiche non possiamo andare da nessuna parte. Non possiamo essere noi stesse. Dobbiamo nasconderci, se vogliamo evitare di essere uccise. Dobbiamo stare chiuse in casa, come animali in gabbia. Qui siamo nuovamente sotto l’apartheid e stavolta sono i gay e le lesbiche a essere oppressi e schiacciati”.Questo è il commento di Thulisle Msiza, direttrice dell’organizzazione Ekurhuleni Lgbti. È qui,nella municipalità di Ekurhuleni, che si è concentrata negli ultimi anni la violenza lesbofoba e omofoba. Solo tre mesi fa, ad aprile, nella township di Daveyton, era stata assassinata Patricia Mashigo. Uccisa a colpi di pietra. Non faceva mistero di essere lesbica, non accettava di rimanere chiusa in una gabbia fatta di mura domestiche. Come Noxolo Nogwaza, stuprata e uccisa nell’aprile 2011. Amnesty International continua a chiedere alla polizia sudafricana di agire.
Nonostante i tentativi del governo sudafricano di fare qualcosa contro i crimini dell’odio, la cultura che li provoca e l’impunità che li incoraggia, la comunità Lgbti sudafricana vive nella paura. Si stima che ogni settimana 10 lesbiche vengano sottoposte all’odiosa pratica dello “stupro correttivo”.
Di Duduzile resta uno status malinconico che a posteriori ora sembra un presagio. Resta un corpo seviziato. Chi l’ha ammazzata non ha affatto aspettato troppo a lungo per decidere che una lesbica in Sudafrica non ha diritto di vivere.
giovedì 4 luglio 2013
Il "paziente di Berlino" non è solo. Salgono a 3 i guariti dall'Aids
Timothy Brown
«Uno dei pazienti ha trascorso già quasi quattro mesi senza prendere farmaci - affermano i medici - e senza alcun segno del ritorno del virus». Il team avverte però che «è troppo presto per parlare di una cura definitiva, in quanto il virus potrebbe tornare in qualsiasi momento». I due uomini, la cui identità non è stata ancora rivelata, lottavano contro il virus da circa 30 anni. Entrambi hanno sviluppato un linfoma che ha richiesto un trapianto di midollo. Dopo l'operazione, in un caso non è stata rilevata più traccia dell'Hiv nel sangue per due anni, mentre nell'altro paziente sono passati già 4 anni. Tutti e due hanno non prendono più farmaci antiretrovirali (necessari per la cura anti Hiv) dall'inizio di quest'anno, uno da 4 mesi circa e l'altro da 7 settimane. Secondo Kevin Frost, capo Fondazione per la ricerca sull'Aids, «questi risultati forniscono chiaramente nuove importanti informazioni che potrebbero anche modificare le attuali considerazioni sul virus e sulla terapia genica. Anche se il trapianto di cellule staminali non è una valida opzione per le persone con Hiv su vasta scala - aggiunge - a causa dei costi e della complessità, questi nuovi casi potrebbero aiutare a sviluppare nuovi approcci per il trattamento anti Hiv».
A Settembre l’Expo Turismo Gay, il workshop per i viaggiatori lgbt che fa girare l’economia
(MerdianaNotizie) Roma, 2 luglio 2013 – La terza edizione di quest’anno dell’Expo Turismo Gaysi apre al mondo; il workshop dedicato agli operatori del
turismo Lesbo, gay, bisex e trans gender si svolgerà il prossimo 27 e 28 settembre a Bergamo presso la fiera Nofrills. L’Expo vedrà quest’anno la partecipazione significativa dell’Iglta, l’International gay e Lesbian Travel Association.
Una ricerca dell’ente ha dimostrato che un viaggiatore gay spende il 57% in più di un normale viaggiatore; a beneficiarne sono dunque gli alberghi, i ristoratori e lo shopping, naturalmente; il fatturato che deriverebbe da una maggiore attenzione verso questo tipo di turismo sarebbe dunque per l’Italia molto alto, in considerazione del fatto che il nostro paese riceve il 6% dei turisti Lgbt di tutto il mondo. Il mondo Lgbt approccia in modo selettivo al settore turistico, per motivi legati alla tolleranza degli operatori verso questo tipo di coppie.
Secondo il diciassettesimo rapporto di Community Marketing il 44% degli uomini e il 43% delle donne si rivolge a operatori turistici che siano apertamente gay friendly. L’Italia si posiziona al sesto posto nella classifica mondiale delle destinazioni Lgbt, preceduta da Canada, Inghilterra, Francia, Messico e Spagna. Il Belpaese non è però considerato una destinazione gay Friendly; Roma, grazie alla gay street vicina al Colosseo è in grado di garantire divertimento e serenità ai turisti, come spiega Annalisa Scamera del noto locale Coming Out.
Il servizio di Luisa Deiola
martedì 2 luglio 2013
1° Instagram Contest

| Partecipa al 1° Instagram Contest organizzato da Arcigay Alan Turing Rimini sul mondo LGBT, carica una foto su Instagram e condividila su facebook sulla pagina Arcigay Alan Turing Rimini. La foto più votata verrà esposta in una location a sorpresa in più sarà utilizzata come immagine copertina facebook Arcigay alan turing. A fine contest realizzeremo una mostra fotografica al Fuera con le foto più belle! Cosa aspetti partecipa al concorso! Il contest terminerà il 18 Luglio! |
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giovedì 27 giugno 2013
Cortometraggi contro l'omofobia!
Cortometraggio: "Alzati! Reagisci al bullismo omofobo" [Stand Up! Don't Stand for Homophobic Bullying] (Irlanda 2011, 4 min.)
Cortometraggio realizzato dal gruppo "Uno come noi, noi come tutti" all'interno dello Spazio giovani di Parma in collaborazione con l'associazione L'Ottavo Colore
Cortometraggio realizzato dal gruppo giovanile LGBT "Uno come noi, noi come tutti" in collaborazione con lo Spazio Giovani di Parma e l'associazione L'Ottavo Colore
Cortometraggio realizzato dai ragazzi del "Liceo Scientifico e Linguistico Principe Umberto di Savoia" Catania
Mini corto contro l'omofobia ..Scritto, diretto e montato da: Giulia Bertini. Attori: Gabriele Sabatini - Daniele Rienzo
mercoledì 26 giugno 2013
Hanno vinto i matrimoni gay
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che i matrimoni gay contratti negli stati americani in cui sono permessi, per il governo federale hanno valore in tutti gli stati americani, anche in quelli in cui non sono previsti dalle leggi. La Corte lo ha fatto giudicando incostituzionale –incompatibile col Quinto emendamento – una legge federale molto discussa e contestata, il Defense of Marriage Act (DOMA). Cinque giudici hanno votato a favore, quattro hanno votato contro: il giudice Anthony Kennedy, di orientamento conservatore, ha votato insieme ai quattro giudici di orientamento progressista.
La Corte ha poi deciso di dare validità alle sentenze statali che in California avevano bocciato un divieto ai matrimoni gay (divieto a sua volta introdotto con un referendum), rifiutando di esprimersi sul ricorso dei contrari. Secondo la Corte i ricorsi contro la sentenza californiana non erano legittimi, quindi i matrimoni gay in California sono di nuovo legali.
La sentenza sul DOMA
La legge, a cui spesso si fa riferimento con l’acronimo DOMA, fu approvata nel 1996, anno di una complicata campagna presidenziale, e sostenuta dall’allora presidente Bill Clinton: fu votata dal Congresso a larghissima maggioranza, sia dai democratici che dai repubblicani. Stabiliva che nel caso dei matrimoni gay venisse meno il vincolo di reciprocità che lega gli stati americani: cioè il meccanismo che fa sì che ogni stato riconosca i titoli di studio, i documenti d’identità, i benefit fiscali e pensionistici, i procedimenti giudiziari e lo status legale di tutti i cittadini, anche quelli degli altri stati. Occhio: si parla solo di cose che hanno a che fare con il governo federale – qui la lista di tutti 1049 benefit – non con quello dei singoli stati.
La legge, a cui spesso si fa riferimento con l’acronimo DOMA, fu approvata nel 1996, anno di una complicata campagna presidenziale, e sostenuta dall’allora presidente Bill Clinton: fu votata dal Congresso a larghissima maggioranza, sia dai democratici che dai repubblicani. Stabiliva che nel caso dei matrimoni gay venisse meno il vincolo di reciprocità che lega gli stati americani: cioè il meccanismo che fa sì che ogni stato riconosca i titoli di studio, i documenti d’identità, i benefit fiscali e pensionistici, i procedimenti giudiziari e lo status legale di tutti i cittadini, anche quelli degli altri stati. Occhio: si parla solo di cose che hanno a che fare con il governo federale – qui la lista di tutti 1049 benefit – non con quello dei singoli stati.
Per capirci: se oggi un matrimonio eterosessuale stipulato in Alaska viene riconosciuto a New York, con tutto quello che questo comporta in termini di accesso al welfare e altri diritti, a causa del DOMA questo principio non valeva per i matrimoni gay. La legge, inoltre, conteneva una definizione di matrimonio limitata alle unioni tra uomini e donne: il governo centrale, quindi, poteva parlare di matrimonio negli atti ufficiali riferendosi solo a quello eterosessuale. Ora non più.
La legge era parsa subito avere una dubbia costituzionalità e negli anni, mentre vari stati americani legalizzavano il matrimonio omosessuale, molte coppie hanno fatto causa agli stati che non riconoscevano i loro diritti: i giudici federali a volte hanno accolto le loro richieste, a volte no, finché la storia non è arrivata alla Corte Suprema. Per molti anni in tutte le cause del genere l’avvocatura dello stato ha sempre difeso la legge in questione. L’amministrazione Obama nel febbraio del 2011 ha deciso di interrompere questa pratica e di considerare la legge ingiusta e incostituzionale, schierandosi di fatto dalla parte di chi ha fatto ricorso.
La sentenza sulla Proposition 8
La Corte Suprema doveva esprimersi oggi anche su un secondo caso relativo ai matrimoni gay. A maggio del 2008 la Corte Suprema della California ha stabilito che il divieto per gli omosessuali di unirsi in matrimonio non rispetta la Costituzione della California, legalizzando di fatto per via giudiziaria il matrimonio gay in tutto lo Stato. Circa sei mesi dopo si è tenuto un referendum sul matrimonio gay, promosso dai contrari alla sentenza della Corte Suprema – la cosiddetta “Proposition 8″ – e hanno vinto i Sì, cioè proprio i contrari. Il Congresso della California, recependo la volontà popolare, ha approvato quindi una legge che vieta i matrimoni gay, contraddicendo quanto aveva stabilito la Corte Suprema statale. Le domande poste alla Corte erano: la volontà popolare può contraddire la volontà della Corte Suprema statale? Il divieto dei matrimoni gay è effettivamente incostituzionale?
La Corte Suprema doveva esprimersi oggi anche su un secondo caso relativo ai matrimoni gay. A maggio del 2008 la Corte Suprema della California ha stabilito che il divieto per gli omosessuali di unirsi in matrimonio non rispetta la Costituzione della California, legalizzando di fatto per via giudiziaria il matrimonio gay in tutto lo Stato. Circa sei mesi dopo si è tenuto un referendum sul matrimonio gay, promosso dai contrari alla sentenza della Corte Suprema – la cosiddetta “Proposition 8″ – e hanno vinto i Sì, cioè proprio i contrari. Il Congresso della California, recependo la volontà popolare, ha approvato quindi una legge che vieta i matrimoni gay, contraddicendo quanto aveva stabilito la Corte Suprema statale. Le domande poste alla Corte erano: la volontà popolare può contraddire la volontà della Corte Suprema statale? Il divieto dei matrimoni gay è effettivamente incostituzionale?
La Corte Suprema ha annunciato oggi che l’ultima parola su questo caso è quella dei tribunali statali californiani, che negli ultimi mesi hanno considerato invalida la legge frutto della Proposition 8: come ha dichiarato anche il governatore Edmund G. Brown Jr. dopo la decisione, in California i matrimoni gay tornano a essere legali.
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lunedì 24 giugno 2013
Matrimoni gay in Italia: noi li organizziamo così
Egizia Mondini, ideatrice del progetto, spiega: "Molti credono che questo matrimonio, in assenza di una legge in Italia, abbia valore solo simbolico. Non è del tutto vero. Certo, da noi non c'è ancora una legge che riconosca i matrimoni gay ma è anche vero che, grazie ad una scrittura privata, regolata dal diritto privato, redatta da un avvocato e depositata da un notaio, l'accordo fra le parti garantisce tutele altrimenti impensabili, dando una regolamentazione privata alla propria relazione di coppia. Naturalmente questo non dà accesso a tutti i diritti che derivano dal matrimonio (eredità e reversibilità, ad esempio) ma aiuta dal punto di vista delle garanzie e del riconoscimento sociale.
In assenza di una specifica legge e per regolamentare questioni principalmente economiche, i conviventi possono dunque stipulare contratti che contribuiscono a risolvere una parte delle problematiche di coppia. Per la conclusione dell'accordo non sono previste formalità particolari ma è consigliabile recarsi da un notaio così da evitare possibili future contestazioni anche da parte dei familiari di ciascun contraente (riguardanti, ad esempio, l'autenticità della firma o la data della scrittura privata). "Nel contratto - continua Mondini - è possibile inserire, ad esempio, un obbligo di mutua assistenza che preveda un impegno reciproco di contribuire, con somme di denaro e/o attività lavorative, alla vita in comune; l'impegno a correre in aiuto ai bisogni dell'altro in caso di cessazione della convivenza; la regolamentazione del diritto di abitazione; l'elenco dei beni mobili e del conto corrente idoneo al soddisfacimento delle esigenze comuni. Non si ottengono tutti i diritti di un matrimonio ma si può fare in modo che, almeno a titolo privato, certe volontà, certi obblighi e certe tutele vengano fatte valere, anche in sede giudiziale".
Ormai ci sono, in Italia, diversi studi legali che seguono queste tematiche, come la rete Lenford, specializzata in diritti di coppie gay o il team legale del Dì Gay Project che si avvale della collaborazione dello studio Coggiati e associati. Il team ha pubblicato sul sito un fac-simile di questo accordo, chiamato Atto d'amore, che funge da canovaccio per le coppie che intendono tutelare la propria famiglia. "Si tratta di uno strumento predisposto in forma volutamente molto semplice - conclude Mondini - proprio per consentire a ciascuno di comprendere il significato di ogni disposizione e adattare il tutto alla propria situazione, senza necessariamente ricorrere all'ausilio di un professionista. è bene, comunque, soprattutto per questioni più complesse o delicate, consultare il proprio legale di fiducia o chiedere assistenza all'associazione stessa".
Da repubblica.it
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sabato 22 giugno 2013
Palermo Pride 2013: è il giorno della parata
Il giorno della grande parata del Palermo Pride 2013 è arrivato. Colori, musica e divertimento faranno da sfondo a quello che viene descritto come il momento culminante e tanto attesto dell’intera manifestazione nazionale. Un coro di voci unite per invocare il riconoscimento dei diritti civili per le persone Glbt (gay, lesbiche, bisessuali, trans). Un lungo serpentone, anticipato da una rivisitazione divertente e ironica dei tipici carretti siciliani, si snoderà per le vie del centro per confluire poi al pride village allestito ai Cantieri culturali alla Zisa.
Il concentramento per la parata è alle 16 al foro Umberto I, di fronte all’hotel Jolly). Dopo aver attraversato la città, passando attraverso corso Vittorio Emanuele, via Roma, piazza Sturzo, piazza Castelnuovo, via Dante, e arrivando, dopo circa 4 km, a piazza Principe di Camporeale. Per la prima volta, in mezzo ai carri del corteo, anche un'auto storica, una Triumph Spitfire, concessa dall'Aci. A fare da madrine: Eva Riccobono, Vladimir Luxuria, Maria Grazia Cucinotta e Barbara Tabita. Tra i partecipanti anche Victoria Cabello, Emma Dante, il sindaco Leoluca Orlando, il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. La serata continuerà al pride village con gli interventi dei presidenti delle associazioni nazionali LGBT.
Record di presenze al Pride di quest’anno: ottantamila persone hanno visitato, dal 14 giugno ad oggi, il Pride Village; 200 artisti presenti e oltre 150 attività commerciali coinvolte; centinaia i volontari al lavoro assieme agli uomini della sicurezza, della protezione civile, dei vigili del fuoco e del servizio comunale. Successo anche per gli alberghi e i bed&breakfast del capoluogo siciliano grazie alle migliaia di persone arrivate da tutta Italia e anche dall'Europa.
Di Federica Cortegiani.
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Maura Chiulli
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| Foto di Manuel Colombo |
Parlando di omofobia, violenze e pregiudizi ci tenevo a citare, all'interno di questo blog, Maura Chiulli.
Scrittrice per professione e figura assai stimata dalla comunità LGBT, a parer mio si presenta come una donna audace e combattiva; in Italia, infatti, porta avanti assieme ad altre associazioni/gruppi, una campagna contro la discriminazione verso gli omosessuali.
Riveste il ruolo come responsabile nazionale cultura per Arcigay.
Vi chiederete perchè stia parlando proprio di lei...
Beh, questa donna può essere un'riferimento importante per molti ragazzi/e.
Durante le su performance dal vivo, nei diversi locali italiani che la vedono ospite, lei si mostra sempre energica e trasmette sicurezza in coloro che la osservano.
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| Foto di Manuel Colombo |
Maura, ad oggi, ha pubblicato tre libri che consiglio di leggere:
- Piacere Maria
- Maledetti froci e maledette lesbiche
- Out_ la discriminazione degli omosessuali
Di ognuno vi riporto una citazione:
"Piacere Maria"
"C e' una donna che si nasconde. C e' il suo corpo scelto scientemente come simulacro, emblema, feticcio di un tormento più profondo. C è il digiuno, c è la fame, c è il vomito, c è il cutter.
C è il cinico Dottor T. e naturalmente c'è la città, c è Rimini, c'è la vita, insoffribile per un'identità che si nasconde.
Tendenze ginecofile, bisessuali, omosessuali, lesbiche chiamiamole come cazzo vogliamo, sono frequenti da dover decriptare. Le fantasie sessuali,i sogni ad occhi aperti di Maria sono inequivocabili. Sarebbe interessante capire cosa le rende questi desideri inaccettabili."
<<Maura Chiulli>>
" Maledette lesbiche e maledetti froci"
"I gay danno fastidio: perché si mostrano in tv senza pudore, perché non vogliono sentirsi una categoria «discriminata e speciale», perché spesso hanno molto da dire sulle libertà e i diritti di tutti.
Negli ultimi due anni in Italia si sono moltiplicati e accresciuti i casi di intimidazioni, insulti, persino selvaggi pestaggi contro omosessuali.
Da quando il mio viaggio in arcigay è cominciato, non ho mai smesso di credere nella possibilità di una rivoluzione culturale. Donne e uomini in questo paese vivono clandestinamente
l'Amore, l'unico passaggio decoroso dell'esistenza. Si nascondono, si vedono negata la possibilità di creare una propria famiglia, si sentono esclusi, dimenticati, odiati. Maledetti froci è una provocazione, è l'urlo
rozzo, troglodita, che deve farci vacillare,che vuole svegliarci dall'immobilismo, è un eco viscerale e di coscienza che ci scongiura di sollevarci dalla genuflessione cui la prepotenza di un pregiudizio primitivo ci ha costretti."
<<Maura Chiulli>>
"OUT La Discriminazione degli omosessuali"
"Il Bel Paese si dimostra arretrato rispetto al mondo e all’Europa, incapace di garantire diritti ai suoi cittadini omosessuali. Uomini e donne che vivono, amano e pagano le tasse anche per chi li insulta per strada, li sbeffeggia dai palchi della politica, li aggredisce tra i banchi di scuola e nelle vie delle città. Le testimonianze raccolte cozzano con l’idea stessa di “civiltà” e spingono all’indignazione per un nuovo “Orgoglio Omosessuale”.L'amore non salva le vite, l'amore non riempie i vuoti cosmici ma Sara quell'estate aveva deciso di far posto alla vita, l'amore è un rischio ma mia sorella quella volta voleva concedersi la sua possibilità.
"La ricchezza è la felicità..La felicità è la nostra libertà..Conquistimola!"
<<Maura Chiulli>>
Di questi tre volumi mi hanno colpito molto le interviste riportate, i cui temi trattano le violenze e gli abusi a scapito di persone la cui unica "colpa" è quella di amare una donna/uomo dello stesso sesso.
Molti vivono nella paura, non hanno l'appoggio della famiglia e della società eppure il nostro dovrebbe essere un Paese civile.
Spesso optiamo per scelte drastiche, ma se posso, vi consiglio di parlare e di non chiudervi in voi stessi e di leggere queste storie perchè se pur "crude" fanno capire che bisogna combattere quest'ignoranza, questa limitazione del pensiero che attanaglia molte persone.
L'informazione è un'ottimo mezzo per aiutare quella parte della società, che non si capisce bene per quale benedetto motivo si ostina non solo con le parole ma soprattutto con la violenza fisica a reprimere semplicemente UN SENTIMENTO.
Detto ciò, rivolgetevi alle associazioni e raccontate ciò che succede!
Stando zitti che le cose non possono che peggiorare.
La florence Rimini 15/06/13
mercoledì 19 giugno 2013
Brasile, provvedimento sostenuto dalla Chiesa evangelica, i psicologi cureranno gli "omosessuali"
I gay ora rischiano di esser considerati persone da curare. La Commissione per i diritti umani ha infatti approvato un controverso testo di legge che permette aglipsicologi di trattare l'omosessualità. La proposta dovrà superare il vaglio di altri due comitati. A favore la Chiesa evangelica, di cui fa parte il presidente della Commissione per i diritti umani, il pastore Marco Feliciano.
Mentre era in corso il dibattito, fuori dalla Camera si sono radunate un centinaio di persone che hanno esposto uno striscione dove c'era scritto: "Non si può curare quella che non è una malattia"
Il Paese sudamericano sembra schizofrenico su questo argomento: il 14 maggio il Consiglio nazionale di giustizia ha autorizzato, infatti, le unioni tra lo stesso sesso. Nonostante ciò, in Brasile si registra in media l'uccisione di un gay ogni due giorni e gli episodi di omofobia sono molto frequenti.
domenica 16 giugno 2013
Gay Pride, il corteo colorato in centro Gli organizzatori: "Siamo 150mila"
"Dimostriamo che Roma è davvero una città aperta". È con questo slogan che nel pomeriggio, partendo da una piazza della Repubblica coloratissima, si è svolta la manifestazione del Gay Pride Roma 2013. Il via alle 16.30 con la musica a tutto volume che ha riempito le strade intorno alla piazza dove hanno sfilato i tradizionali carri, da quello del Muccassassina all'Agedo (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali). Le drag queen con la bandiera francese e il cartello "In Francia mi posso sposare, in Italia quando?" catturavano l'attenzione di tutti: partecipanti, curiosi e turisti. In marcia anche alcuni gay di Istanbul e altri manifestanti arrivati con le loroHarley Davidson direttamente dalla parata per i 110 anni della storica moto.
In testa a portare lo striscione "Roma città aperta" il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, il consigliere capitolino Luigi Nieri in rappresentanza di Roma Capitale e il portavoce del Pride Andrea Maccarrone. Dietro, il pullmann a due piani dell'organizzazione con i carri del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, del Queer Lab (Associazione Glbti), di Splash Roma e non mancvaano le Famiglie arcobaleno. "Siamo 150mila" annunceranno alla fine gli organizzatori alla folla.
Pace ritrovata prima del via ufficiale tra il neo sindaco Ignazio Marino e gli organizzatori del Roma Pride 2013. Alcune associazioni avevano infatti invitato il chirurgo dem a partecipare, ma il nuovo inquilino del Campidoglio aveva fatto sapere che avrebbe trascorso alcuni giorni in famiglia dopo il finale intenso di campagna elettorale e la proclamazione a primo cittadino. Oggi l'invito da parte di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, a "fermare le polemiche sull'assenza di Marino. Gli hanno fatto eco gli organizzatori: "Col sindaco Marino non c'è mai stata una guerra e la polemica si chiude qui. C'è solo delusione perché ci aspettavamo che ci fosse, sarebbe stata anche la sua festa. Da domani si lavora insieme per i diritti di tutti", ha detto il portavoce del Roma Pride 2013, Andrea Maccarrone.
A distanza Marino ha inviato il suo videomessaggio ai partecipanti del Pride romano: "Con il mio cuore e il mio pensiero sono lì con voi - dice fra l'altro - al Gay pride della capitale d'Italia: dobbiamo tutti insieme sottolineare che i diritti delle persone non possono essere negoziati, non diritti speciali per qualcuno ma gli stessi diritti assolutamente per tutti". Il delegato del sindaco Luigi Nieri, appena arrivato al Roma Pride 2013, ha spiegato: "Roma Capitale è presente a questa bellissima manifestazione, come è giusto che sia. La polemica di ieri è, appunto, di ieri ed è finita, Roma diventerà la capitale dei diritti. Se faremo un registro delle unioni civili? Faremo tutto. Ci sono state troppe aggressioni negli ultimi anni, troppe tragedie della solitudine. Noi vogliamo, e non da oggi, far diventare Roma la capitale dei diritti".
Nieri ha poi consegnato la lettera firmata dal sindaco di Roma Ignazio Marino. ''Carissime e carissimi - esordisce la missiva - permettetemi innanzitutto di ringraziarvi dell'invito a partecipare alla vostra manifestazione che la città di Roma è felice di accogliere anche quest'anno. Pur non potendo essere presente personalmente mi preme salutare ed esprimere la mia sincera vicinanza a tutti voi che oggi sfilerete per le strade della capitale nel nome dei diritti e di quella libertà di amare che è propria di ciascun individuo - scrive il sindaco - Troppe volte, negli ultimi anni, la città di Roma è stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione: fenomeni inaccettabili che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni. Per questo voglio ribadire da sindaco il mio impegno affinché a Roma i diritti di tutti siano garantiti e sradicata ogni forma di intolleranza. Odio e discriminazione - si legge - non possono avere diritto di cittadinanza in questa che non è solo la capitale d'Italia ma è la culla della civiltà. Roma deve invece diventare una capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso nè marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile. Una capitale dei diritti da costruire insieme - conclude - è questa l'idea di Roma in cui credo, con la quale voglio augurarvi buon Pride".
Insieme a Nieri una delegazione del consiglio comunale formata da Enzo Foschi, Silvio Di Francia e dalla consigliera comunale con Sel Imma Battaglia che ha chiesto ''subito registro delle unioni civili. Vogliamo Roma come Milano, Marino come Pisapia. Sarebbe segnale molto importante e forte". Hanno portato il proprio sostegno alla manifestazione, sfilando per le vie del centro, anche Sergio Lo Giudice (senatore Pd), Franco Grillini, Enrico Gasbarra (segretario del Pd Lazio), Francesco D'Ausilio (consigliere comunale Pd), Vladimir Luxuria, Dario Vergassola e Stefania Orlando, madrina della manifestazione (ospite del carro del Mucca Assassina).
Il corteo si è snodato lungo il centro, da piazza della Repubblica a piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, largo Brancaccio, via Labicana, piazza del Colosseo, via dei Fori imperiali e piazza Madonna di Loreto. Dopo la manifestazione, i partecipanti si sono scatenati al 'Celebration official pride party', presso la nuova location estiva del 'Roma vintage'. In via dei Fori Imperiali, due ali di folla, turisti e curiosi avevano accolto la manifestazione. Poco prima, il corteo si era fermato all'altezza di via di San Giovanni in Laterano a salutare i tanti appartenenti al mondo gay e transessuale che, come ogni week end, affollavano i locali della strada. Al passaggio dei manifestanti, sono stati lanciati coriandoli luccicanti con i colori dell'arcobaleno.
Dalla repubblicaroma.it
In testa a portare lo striscione "Roma città aperta" il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, il consigliere capitolino Luigi Nieri in rappresentanza di Roma Capitale e il portavoce del Pride Andrea Maccarrone. Dietro, il pullmann a due piani dell'organizzazione con i carri del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, del Queer Lab (Associazione Glbti), di Splash Roma e non mancvaano le Famiglie arcobaleno. "Siamo 150mila" annunceranno alla fine gli organizzatori alla folla.
Pace ritrovata prima del via ufficiale tra il neo sindaco Ignazio Marino e gli organizzatori del Roma Pride 2013. Alcune associazioni avevano infatti invitato il chirurgo dem a partecipare, ma il nuovo inquilino del Campidoglio aveva fatto sapere che avrebbe trascorso alcuni giorni in famiglia dopo il finale intenso di campagna elettorale e la proclamazione a primo cittadino. Oggi l'invito da parte di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, a "fermare le polemiche sull'assenza di Marino. Gli hanno fatto eco gli organizzatori: "Col sindaco Marino non c'è mai stata una guerra e la polemica si chiude qui. C'è solo delusione perché ci aspettavamo che ci fosse, sarebbe stata anche la sua festa. Da domani si lavora insieme per i diritti di tutti", ha detto il portavoce del Roma Pride 2013, Andrea Maccarrone.
A distanza Marino ha inviato il suo videomessaggio ai partecipanti del Pride romano: "Con il mio cuore e il mio pensiero sono lì con voi - dice fra l'altro - al Gay pride della capitale d'Italia: dobbiamo tutti insieme sottolineare che i diritti delle persone non possono essere negoziati, non diritti speciali per qualcuno ma gli stessi diritti assolutamente per tutti". Il delegato del sindaco Luigi Nieri, appena arrivato al Roma Pride 2013, ha spiegato: "Roma Capitale è presente a questa bellissima manifestazione, come è giusto che sia. La polemica di ieri è, appunto, di ieri ed è finita, Roma diventerà la capitale dei diritti. Se faremo un registro delle unioni civili? Faremo tutto. Ci sono state troppe aggressioni negli ultimi anni, troppe tragedie della solitudine. Noi vogliamo, e non da oggi, far diventare Roma la capitale dei diritti".
Nieri ha poi consegnato la lettera firmata dal sindaco di Roma Ignazio Marino. ''Carissime e carissimi - esordisce la missiva - permettetemi innanzitutto di ringraziarvi dell'invito a partecipare alla vostra manifestazione che la città di Roma è felice di accogliere anche quest'anno. Pur non potendo essere presente personalmente mi preme salutare ed esprimere la mia sincera vicinanza a tutti voi che oggi sfilerete per le strade della capitale nel nome dei diritti e di quella libertà di amare che è propria di ciascun individuo - scrive il sindaco - Troppe volte, negli ultimi anni, la città di Roma è stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione: fenomeni inaccettabili che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni. Per questo voglio ribadire da sindaco il mio impegno affinché a Roma i diritti di tutti siano garantiti e sradicata ogni forma di intolleranza. Odio e discriminazione - si legge - non possono avere diritto di cittadinanza in questa che non è solo la capitale d'Italia ma è la culla della civiltà. Roma deve invece diventare una capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso nè marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile. Una capitale dei diritti da costruire insieme - conclude - è questa l'idea di Roma in cui credo, con la quale voglio augurarvi buon Pride".
Insieme a Nieri una delegazione del consiglio comunale formata da Enzo Foschi, Silvio Di Francia e dalla consigliera comunale con Sel Imma Battaglia che ha chiesto ''subito registro delle unioni civili. Vogliamo Roma come Milano, Marino come Pisapia. Sarebbe segnale molto importante e forte". Hanno portato il proprio sostegno alla manifestazione, sfilando per le vie del centro, anche Sergio Lo Giudice (senatore Pd), Franco Grillini, Enrico Gasbarra (segretario del Pd Lazio), Francesco D'Ausilio (consigliere comunale Pd), Vladimir Luxuria, Dario Vergassola e Stefania Orlando, madrina della manifestazione (ospite del carro del Mucca Assassina).
Il corteo si è snodato lungo il centro, da piazza della Repubblica a piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, largo Brancaccio, via Labicana, piazza del Colosseo, via dei Fori imperiali e piazza Madonna di Loreto. Dopo la manifestazione, i partecipanti si sono scatenati al 'Celebration official pride party', presso la nuova location estiva del 'Roma vintage'. In via dei Fori Imperiali, due ali di folla, turisti e curiosi avevano accolto la manifestazione. Poco prima, il corteo si era fermato all'altezza di via di San Giovanni in Laterano a salutare i tanti appartenenti al mondo gay e transessuale che, come ogni week end, affollavano i locali della strada. Al passaggio dei manifestanti, sono stati lanciati coriandoli luccicanti con i colori dell'arcobaleno.
Dalla repubblicaroma.it
sabato 15 giugno 2013
Sesso gay in Vaticano: chat, orge e minorenni, ecco le testimonianze shock
Ormai il vaso di pandora è stato scoperchiato, dichiarazioni di Papa Francesco su una potente lobby gay in Vaticano, si riapre il caso dell'omosessualità nella Chiesa con delle rivelazioni shock.
opo le presunte
I primi a parlare sono Marco Lillo e Ferruccio Sansa, giornalisti de Il Fatto, che riportano le parole del blogger Francesco Zanardi che ha raccolto le prove di ciò che accade dietro le mura del Vaticano. Grazi alle testimonianze di una fonte segreta, Zanardi parla di orgie gay con minorenni e, a conferma di ciò, ci sarebbero video e foto:
A parlare nelle conversazioni registrate è il manager di una multinazionale che sostiene di aver avuto accesso al sistema informatico vaticano, di avere fatto affari con alcuni personaggi vicini alla Segreteria di Stato e di aver frequentato altissimi prelati e, soprattutto, di aver assistito personalmente o di avere visto video di incontri a luci rosse, alcuni dei quali sarebbero avvenuti all’interno della Santa Sede.
Zanardi registra la confessione della sua fonte, il manager di una multinazionale, che descrive ciò che accade realmente in Vaticano:
In questi anni per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati.
Grazie a questo rapporto di fiducia il manager è riuscito ad accedere nella sfera intima di molti sacerdoti e consulenti della Curia. Una grande quantità di numeri di telefono che, secondo quanto racconta l'uomo, venivano utilizzati per concordare incontri sessuali e per scambiare sms con i ragazzini.
Qui arriva la bomba, secondo il manager molti dei ragazzi contattati non erano maggiorenne e, fatto ancora più sconvolgente ma non così assurdo, l'uomo fornisce anche numeri di uomini di spettacolo che avrebbero chiesto di partecipare a questi incontri, anche con minori.
Uno scenario davvero inquietante fatto di scandali e ombre e che ha incuriosito anche Servizio pubblico che dedica uno speciale proprio sul Giallo Vaticano. Partendo dalle dimissioni di Papa Ratzinger, sono state analizzati tutti gli scandali e gli avvenimenti che hanno sconvolto il Vaticano.
Dal corvo a Vatileaks passando per la lobby gay: “Non è soltanto una storia di sesso e pedofilia: c’è il potere della Chiesa di Roma e il denaro delle banche vaticane” spiega Santoro che da una sua visione delle dimissioni di Ratzinger: “Ha fatto l’unico gesto che poteva riavvicinare i fedeli: ricordare che il papa è un uomo”
Si affronta anche il tema delle orgie gay con minorenni in Vaticano di cui abbiamo parlato sopra.In studio sono state ascoltate le testimonianze delle vittime di violenza sessuale, l'inviata di Servizio Pubblico chiede alla sua fonte perché la denuncia delle violenze subite da parte dei sacerdoti avvengono dopo tanto tempo.
Da Gay.it
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giovedì 13 giugno 2013
Russia, addestrano i bambini e gli adolescenti al pestaggio del gay
L’agenzia Reuters ha diffuso una fotografia agghiacciante nella quale si vedono bambini ed adolescenti prendere a calci un attivista lgtb che a terra tenta di ripararsi come può dai colpi.
L’odio bisogna farlo ingurgitare come fosse cibo quotidiano, così che l’attivista che protestava contro la legge approvata all’unanimità dalla Duma, ha trovato bambini ed adolescenti cresciuti nell’odiopronti ad aggredirlo.
Questi cittadini allevati nell’odio e nell’intolleranza si accontenteranno di prendersela con le minoranze del loro paese? Dove vuole arrivare la strategia dell’odio di Putin e dei suoi? Le alleanze del presidente russo con i peggiori regimi del mondo non fanno riflettere nessuno? E se la strategia del nuovo regime russo andasse molto più in là della distruzione delle persone omosessuali e dei diritti civili, ma rappresentasse l’inizio di una guerra contro la “cultura dei diritti” maturata in occidente?
Inoltre la camera bassa del Parlamento russo (Duma) ha approvato in seconda e terza lettura una controversa legge che punisce la promozione di ''orientamenti sessuali non tradizionali'' presso i minori, criticata dagli attivisti dei diritti umani. Il testo prevede la punizione di qualsiasi atto di ''propaganda'' dell' omosessualita' presso i minori (seppur non citata esplicitamente) con pesanti multe pecuniarie. A favore della norma 436 deputati; solo un astenuto, nessun contrario.
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