mercoledì 26 giugno 2013

Guido e Lao, sposi il giorno del Pride. Grillini: “Cerimonie danno stabilità ad un rapporto

Lo Stato non vara una legge sulle unioni civili? E i gay si sposano lo stesso. Con tanto di matrimonio, invitati e doni di nozze. E con il sindaco in fascia tricolore, i testimoni, gli anelli, i parenti e gli amici in festa. E’ successo domenica in Toscana. Nel giorno del Pride. I due sposi, Guido Lauria e Lao Biancucci, 47 e 44 anni, erano commossi. Camicia bianca, fiore all’occhiello e panama in testa. Un matrimonio celebrato nel giorno della grande parata di Palermo, per denunciare che l’amore conta più delle leggi, in un Paese dove a quasi trent’anni dalla prima rivendicazione dei diritti per le coppie omo, il Parlamento non ha ancora varato nessuna norma.
Ma la famiglia gay è cresciuta, è venuta allo scoperto, ha sfilato, ha manifestato, ha chiesto ascolto. E ora pretende di essere una comunità di cittadini di serie A, con gli stessi diritti di amici e parenti etero.
Ieri da Cortona, nel cuore della Toscana, quella Cortona che pochi giorni fa si era proclamata città dell’amore e degli innamorati, è arrivato un segnale forte per lo Stato che dell’Europa prende tasse e doveri, ma di quella stessa Unione evita accuratamente di trasferire anche in Italia il patrimonio di diritti civili che ci vedono, con la Grecia, fanalino di coda.
Un segnale senza striscioni, senza petizioni e senza proteste. Si potrebbe dire il più italiano dei segnali. Un matrimonio di paese, celebrato com musica e piatti della cucina tradizionale toscana, prosciutto tagliato al coltello, panzanella, fagioli cannellini, pici all’aglione e rosticciana alla brace. I piatti che tante volte hanno accompagnato le feste di nozze nei paesi toscani, le stesse ricette che celebrarono le nozze dei loro genitori tanti anni fa.
A siglare il patto d’amore, non nel nome della legge ma dell’affetto, un amico in fascia tricolore, dipendente comunale, in arrivo da Formia. Di fronte agli sposi, sotto un arco di girasoli di campo, con gli occhi lucidi allo scambio degli anelli, un centinaio di invitati. Fiori dappertutto, abiti scuri, signore in lungo e sfoggio di cappelli. E poi confetti, per tutti i gusti.

“Per noi è il giorno più bello della vita e ha la stessa importanza che ha per i nostri amici etero. E’ lo Stato a essere in errore, in difetto, come dimostrano tutte queste persone”, raccontano gli sposi. “Avevamo pensato di sposarci in Spagna, facendo un pullman di amici e parenti. Poi, però, abbiamo deciso di unirci qui, a casa nostra, nella nostra Toscana, dove l’avremmo fatto se anche l’Italia fosse stata un Paese civile. La nostra è anche una denuncia, ora il Parlamento si sbrighi a darci i diritti che sono di tutti i cittadini”.
E così mentre a Palermo le associazioni gay e lesbiche chiedevano i diritti, sfilando per la città in centomila, senza rappresentanti del governo Letta, a Cortona il sì di Guido e Lao risuonava come un monito alla classe politica. Sono sempre di più i gay che scelgono di sposarsi comunque.
E così mentre a Palermo le associazioni gay e lesbiche chiedevano i diritti, sfilando per la città in centomila, senza rappresentanti del governo Letta, a Cortona il sì di Guido e Lao risuonava come un monito alla classe politica. Sono sempre di più i gay che scelgono di sposarsi comunque.
Che scelgono di vivere con amici e parenti il rito simbolico del matrimonio, pur senza valore legale. Dal primo matrimonio pubblico di due italiani, Antonio Gargiulo e Mario Ottocento, all’Aja, in questi anni le cerimonie di nozze da gay e lesbiche si sono moltiplicate a dismisura. Attorno al matrimonio degli omosessuali nascono società che organizzano le feste, i viaggi di nozze, i catering, le bomboniere. E’ la comunità gay in qualche modo si prende quello che lo Stato non gli concede.
“Al di là del fatto che il matrimonio sia solo simbolico è un fatto di enorme importanza perché anche le coppie omosessuali devono festeggiare le proprie relazioni con amici e parenti, dando in questo modo in significato profondo alla grande emozione della vita di coppia, che è assolutamente identica fra omo ed eterosessuali. L’amore non ha colore, non ha sesso e non ha età”, commenta il presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini, salito in Toscana da Palermo per salutare i neo sposi. “A chi dice che queste cerimonie sono pagliacciata rispondo che proprio non è così. Le coppie etero danno alle nozze un valore pubblico, mentre pretendono che gli omosessuali tengano il proprio amore nascosto. La cerimonia da stabilità a un rapporto, perché è il cemento sociale che da forza alla vita di coppia. Sono cerimonie rendono pubblica la relazione e la rendono riconosciuta da tutti. Queste nozze aumentano il consenso alle nozze gay, aumentano l’attenzione e la riflessione che attorno al tema dei diritti civili”.
TOMMASO CERNO

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