L’Ecuador è uno dei più piccoli stati del sudamerica. Il Presidente, Rafael Correa, ha subito un goffo tentativo di golpe nel 2010, alimentato dalla crisi in cui il paese versava. L’omosessualità era illegale fino al 1997, quando fu introdotto un articolo apposito nella seconda Costituzione che prevedeva latolleranza verso le persone di qualsiasi orientamento sessuale. Dalla seconda metà del 2000, i governi hanno cercato di vietare le discriminazioni, anche all’interno dell Esercito. In questa realtà, dove il Governo ha un Ministro della Sanità dichiaratamente omosessuale, esistono circa 80 cliniche non autorizzate che effettuano la terapia “riparativa”. Molte di queste sono specificatamente destinate a donne lesbiche. Scosse elettriche, violenze fisiche e abusi sessuali sono i trattamenti usati per convertire gay, lesbiche e bisessuali e riportarli sulla strada dell’eterosessualità. Durante una conferenza stampa, il Ministro della Sanità Carina Vance Mafla ha dichiarato:
«Abbiamo lesbiche che hanno riferito quello che le cliniche chiamano “terapia sessuale”, ma che consiste nell’essere violentate da uomini….. Ci sono segnalazioni di violenze fisiche, come l’uso di acqua ghiacciata sui detenuti….. Stiamo parlando di una mafia, una rete che opera a livello nazionale, in ciascuna delle province, che violano i diritti umani.»
Già nel novembre del 2011, il gruppo attivista ecuadoriano Fundacíon Causana ha iniziato a raccogliere le firme per la chiusura di più di 200 cliniche di cura per omosessuali. Dal marzo 2012 ad oggi sono state chiuse 18 di queste strutture. La strada da fare è ancora lunga, ma l’impegno pare assodato.
Dall’altra parte dell’Oceano Pacifico, in Vietnam, paese con un governo di partito unico comunista, l’apertura agli omosessuali si sta facendo sempre più evidente. Nelle due maggiori città, Ho Chi Minh City e Hanoi, la comunità LGBT è accettata senza alcun tipo di problema. In questo stato marxista-leninista, il Ministro della Giustizia Ha Hung Cuong sta facendo in modo che i matrimoni omosessuali siano legalmente riconosciuti. Una iniziativa che segue quella del Ministero della Salute, avvenuta qualche mese fa. Consci del fatto che parte della popolazione può non essere preparata a questa apertura, i Ministeri prevedono di attuare un cambiamento graduale. Ciò comporterà un primo riconoscimento dei diritti di proprietà delle coppie conviventi dello stesso sesso, per poi arrivare all’abolizione della clausula 5 dell’articolo 10 della Legge su famiglia e matrimonio, che vieta espressamente l’unione fra persone omosessuali. La discussione di questa normativa non avverrà prima del 2014, ma i passi del Governo vietnamita fanno sperare per un esito positivo.
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