Milano, un disabile di 50 anni veniva infastidito quotidianamente da una baby gang perchè dichiaratamente gay. L'uomo subiva insulti dalle finestre del suo condominio, botte, rapine. Per mesi non è nemmeno uscito di casa, fino a quando la polizia non l'ha rassicurato. La gang, sgominata oggi, ha aggredito anche un ragazzino ebreo e un clochard.
Insulti omofobi (gridati al suo indirizzo anche dalle finestre del condominio) e schiaffi erano quasi all'ordine del giorno, e in due occasioni è stato anche picchiato a sangue e rapinato: la sua 'colpà era quella di mantenere sembianze il più possibile femminili e di non nascondere le sue tendenze sessuali.La polizia, che ha eseguito quattro arresti, tre a carico di altrettanti minorenni e una nei confronti di un 18enne, alla fine è riuscita a convincerlo a denunciare gli episodi più gravi. Dalla prima aggressione, avvenuta il 17 gennaio scorso, si era chiuso in casa rifiutandosi di uscire. I pasti glieli portavano a domicilio gli assistenti sociali, che lo seguivano in quanto disabile. Perfino la polizia, per farsi aprire la porta, ha dovuto passare i documenti sotto la porta. Il 2 febbraio è stato bastonato mentre andava al supermercato dopo essere stato insultato perchè «frocio».
L'uomo era così spaventato che, in quell'occasione, ha acconsentito a farsi accompagnare dal 118 al pronto soccorso solo dietro l'assicurazione di essere scortato dagli agenti: temeva, infatti, che i teppisti che ormai erano diventati il suo incubo si materializzassero anche lì. Alla fine, solo dopo essersi reso conto che la polizia era determinata ad arrestare i componenti della gang ha ricominciato, con molta circospezione, a condurre una vita normale.
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